Milano-Sanremo 2016: trionfa la Francia! Arnaud Démare vince in volata!

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La Francia torna sul podio più alto di una Classica Monumento quasi 20 anni dopo l’ultima volta, quando Jalabert si impose nel Giro di Lombardia nel 1997. Arnaud Démare ha vinto l’edizione 107 della Milano-Sanremo, la corsa più lunga e paziente del calendario. Una gara d’attesa, che l’ha visto anche cadere, e poi il colpo d’occhio giusto per trovare lo spazio e lanciarsi in uno sprint atipico e senza punti di riferimento verso il traguardo di via Roma.

Svolgimento regolare nella prima parte di corsa. La fuga buona è partita dopo pochi chilometri dal via ufficiale, dato in via della Chiesa Rossa. A prendere margine undici atleti: Gediminas Bagdonas (Ag2r La Mondiale), Serghei Tvetcov (Androni-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF), Jan Barta (Bora – Argon 18), Adrian Hurek (CCC Sprandi Polkowice), Roger Kluge (IAM Cycling), Matteo Bono (Lampre – Merida), Samuele Conti (Southeast – Venezuela), Maarten Tjallingii (LottoNL – Jumbo), Andrea Peron (Team Novo Nordisk) e Marco Coledan (Trek – Segafredo). Il gruppo, dopo alcuni chilometri di inseguimento, ha deciso di lasciare il via libera e questi uomini sono arrivati ad avere oltre 10′ di margine, senza mai impensierire le squadre dei favoriti.

Nella prima fase di corsa, l’unica notizia è stata quella di una frana che ha colpito l’Aurelia in prossimità di Arenzano. Il comitato organizzatore è stato costretto a variare il percorso, facendo entrare la corsa in autostrada per 9 chilometri: per il resto, ordinaria amministrazione da Sanremo in attesa dei Capi, Cipressa e Poggio. Il vantaggio dei fuggitivi è diminuito con il passare dei chilometri, grazie a Tinkoff, Etixx-QuickStep, Katusha, Cofidis e Orica-GreenEDGE a scandire il ritmo in testa al plotone. Da sottolineare lo splendido lavoro di Manuele Boaro, tra i più attivi a lavorare in testa il gruppo in favore di Peter Sagan.

Anche sul Mela, Cervo e Berta, salite brevi e con pendenze mai eccessive, il gruppo si è mantenuto compatto. Il ritmo, però, si è alzato ulteriormente grazie ad un primo forcing portato dalla Tinkoff e dalla BMC. I fuggitivi, trainati da Marco Coledan per lunghi tratti, hanno mantenuto una quarantina di secondi di vantaggio. Nel tratto pianeggiante prima della Cipressa il gruppo ancora compatto ha visto diverse cadute: tra i coinvolti anche Michael Matthews e Geraint Thomas oltre Démare. 

Il tentativo della prima ora è stato ripreso sulla salita della Cipressa, dove il gruppo è esploso definitivamente per il ritmo imposto da Eros Capecchi (Astana) in favore di Vincenzo Nibali. Il plotone si è allungato, alcuni hanno perso contatto (tra questi Cavendish, lontano parente di quello vincente nel 2009) ma nessuno tra i favoriti ha preso in mano la situazione. Come consuetudine negli ultimi anni, sono state due seconde linee ad attaccare: Giovanni Visconti (Movistar) e Ian Stannard (Team Sky). Nonostante abbiano provato a fare la differenza in discesa, il gruppo è sempre rimasto a contatto e si è riportato sulla loro ruota non appena la corsa è tornata sull’Aurelia.

Sfruttano un momento di marcamento, Daniel Oss (BMC), Fabio Sabatini (Etixx-QuickStep) e Matteo Montaguti (AG2R) hanno chiuso il buco e hanno conferito ulteriore linfa al tentativo di Visconti e Stannard ma anche quest’azione si è esaurita presto.

I big si sono esposti sul Poggio: nel tratto finale, quello classico, è partito Michal Kwiatkowski: il polacco del team Sky ha provato a replicare l’attacco con cui ha vinto il Mondiali di Ponferrada, una cronometro in cima alla salita e successivamente sulla discesa, pennellata per mantenere 5” di vantaggio sul gruppo condotto da Nibali e Cancellara (Trek). Nel tratto di pianura successivo, una volta ripreso il polacco, si sono susseguiti gli attacchi. Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) e Greg Van Avermaet (BMC) sembravano essere riusciti a fare la differenza ma Gaviria e Sagan hanno riportato sotto il gruppo. Una distrazione del colombiano l’ha fatto cadere e lo stesso Sagan ha dovuto frenare, abbandonando le possibilità di vincere.

La volata, molto confusionaria e lanciata da Jurgen Roelandts (Lotto Soudal) ha visto prevalere nettamente Arnaud Démare, caduto, rientrato e poi ancora lì a giocarsi le proprie carte per vincere la prima Classica monumento della carriera. Alle sue spalle Ben Swift, già sul podio nella città Ligure per un piazzamento meritato al Team Sky per come ha corsa con Kwatkowski. Roelandts ha chiuso terzo, mentre Nacer Bouhanni (Cofidis) è rimasto ai piedi del podio mentre Greg Van Avermaet ha preceduto Alexander Kristoff in quinta e sesta posizione. Ottavo Pippo Pozzato (Southeast Venezuela) il migliore degli italiani dopo una gara condotta sempre in testa al gruppo. Hanno chiuso la top 10 Sonny Colbrelli (Bardiani-CSF) e Matteo Trentin (Etixx-QUickStep).

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto By Doha Stadium Plus Qatar from Doha, Qatar (Arnaud Demare) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

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