Milano-Sanremo 2016: Nibali è sempre il faro per l’Italia, ma Trentin…

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Filippo Pozzato, nel 2006. Questa l’ultima Milano-Sanremo vinta da un corridore italiano. Da allora tante delusioni, sconfitte e un periodo storico in cui l’Italia ha faticato a trovare i ricambi dopo i Cipollini, i Petacchi e i Bettini.

Sabato si è disputata l’edizione numero 107 della Classicissima e Pippo, sul traguardo, è stato ancora una volta il migliore degli azzurri in ottava posizione. Miglior risultato stagionale e un passo avanti importante rispetto alle attese della vigilia dopo una prima parte di stagione anonima da parte del corridore della Southeast-Venezuela, sempre nelle prime posizioni tra Cipressa e Poggio anche se gli è mancata la brillantezza per arrivare a contendere la vittoria. Un buon viatico, comunque, in vista delle classiche del Nord che disputerà a partire da mercoledì in preparazione al Giro delle Fiandre.

In corsa, però, il faro è stato ancora una volta Vincenzo Nibali. Sempre attento ma mai avventato, il siciliano ha preso il comando delle operazioni in cima al Poggio. Una discesa in testa al gruppo che ha fermato l’attacco di Kwiatkowski senza però che il campione nazionale abbia dato l’impressione di poter fare la differenza con Sagan e Cancellara a braccare da vicino il corridore dell’Astana. Difficile, con una corsa così facile, possa giocarsi il podio.

I segnali migliori probabilmente sono arrivati da Matteo Trentin. Negli ultimi chilometri ha sì lavorato per i compagni in maniera egregia (senza la caduta, Gaviria avrebbe lanciato la volata da favorito numero uno per succedere a Degenkolb nell’albo d’oro) ma con un pelo di egoismo in più Trentin avrebbe potuto dire la sua: due cambi a Cancellara sarebbero stati sufficienti, forse, per arrivare al traguardo in compagnia del diretto di Berna e giocarsi tutto in volata. L’accelerazione dello svizzero è stata micidiale ma nonostante questo, e gli oltre 290 chilometri già nelle gambe, Matteo è riuscito ad accodarsi: una prova di forza importante anche in vista della gestione dei ruoli all’interno della Etixx-QuickStep con le corse del pavé ormai alle porte.

Nono, e appena davanti a Trentin, Sonny Colbrelli si è regalato la seconda top 10 della carriera in questa corsa e un piazzamento importante per la Bardiani-CSF. Corsa d’attesa e senza guizzi, chiusa bene. Certo, i migliori sono lontani ma la prova di Colbrelli è ben più che sufficiente. Gli altri velocisti attesi sono mancati: Bonifazio (Trek-Segafredo) non ha avuto le gambe per provare la volata nonostante si trovasse nel primo gruppo, mentre Viviani (Team Sky) e Nizzolo (Trek-Segafredo) si sono staccati prima dell’ingresso in via Roma. Ci hanno provato, con ottima forza di volontà ma poche speranze di riuscita, Oss, Visconti, Sabatini e Montaguti, simbolo di un Italia che ci crede e che ha onorato la corsa lasciando in strada ogni goccia di energia. È mancato, purtroppo, il risultato grosso.

Tra i gregari, prova di lusso per Oscar Gatto, chiamato a lavorare nel finale per Sagan e brillante fino alla fine, e Manuele Boaro, che ha scandito il ritmo di fatto per i primi 250 chilometri.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pier Colombo

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