F1, Mondiale 2016: il caos del nuovo format di qualifiche. Il ‘Circus’ in crisi di identità

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“I think it’s a shit”  (io penso che siano una m…a). E’ stato questo il commento a caldo di Sebastian Vettel dopo le qualifiche del GP di Australia 2016, caratterizzate dal nuovo format “shoot-out”. Un’espressione senza troppi peli sulla lingua a cui si sono associate quelle dei Team Principals di Mercedes e Red Bull nonchè del sindacato piloti che 48 ore fa ha presentato una lettera aperta alla FIA i cui contenuti sono di un forte disagio circa le decisioni che il Circus della F1 sta prendendo (clicca qui per saperne di più).

Dal Bahrain avremo dunque la riproposizione di una formula che ha scontentato tutti, compresa da pochi ed ideata, probabilmente, per coinvolgere maggiormente il pubblico televisivo e quello in circuito. Guardando però il Q3 in Australia con le Ferrari rientrate ai box anticipatamente per conservare un treno di pneumatici nuovi senza giocarsi l’ultimo tentativo, vien da pensare che qualcosa di sbagliato ci sia. Probabilmente, la ricerca spasmodica di uno show forzato ha portato a delle forti controindicazioni, alle quali i piloti, per la prima volta, hanno voluto opporsi: “Il processo decisionale è obsoleto e mal strutturato, le recenti modifiche al regolamento mettono a repentaglio il futuro e serve una riforma della governance che rifletta i principi e i valori fondamentali della F1. Riteniamo che alcune recenti modifiche al regolamento siano dirompenti, che non affrontino i problemi più grandi del nostro sport e che in alcuni casi potrebbero mettere a repentaglio il successo futuro del nostro sport”. Ciò è parte del contenuto del messaggio firmato dal sindacato dei piloti e diretto da Sebastian Vettel, Jenson Button ed Alexander Wurz, Una dura presa di posizione da parte dei principali attori che desiderano rivedere una categoria in cui la velocità pura è premiata a prescindere se questa sia sinonimo di spettacolo.

In più, un altro dato che non convince riguarda il fatto che questo cambiamento è stato ufficializzato 2 settimane prima dell’appuntamento dell’Albert Park, cogliendo tutti alla sprovvista e senza dare la possibilità ai team di comprenderne a dovere le tante peculiarità. Un caos del tutto ingiustificabile che, confrontando anche i dati di ascolto tra MotoGP e F1, non ha assolutamente premiato in termini di seguito. Che cosa resta dunque? Tanta confusione e la preoccupazione che il giocattolo si stia davvero rompendo.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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