Doping: meldonium, tanti atleti caduti nella rete. Sarebbero almeno 99

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Il meldonium è certamente la sostanza dopante più discussa del momento, non tanto per i suoi effetti – che probabilmente sono inferiori a molti altri prodotti proibiti – ma piuttosto per i numerosi casi che si sono susseguiti in seguito alla messa al bando del farmaco prodotto in Lettonia, a partire dal 1° gennaio 2016. Difetti di comunicazione, assunzione prolungata fino allo scadere dello scorso anno, o ancora semplice volontà di infrangere il regolamento, hanno portato tanti atleti alla sospensione.

A far esplodere il caso a livello internazionale è stata la positività della tennista russa Maria Sharapova, caso simbolico sia per la sua popolarità fuori e dentro il campo, sia perché è proprio la Russia il Paese più colpito dalle non negatività al meldonium, sebbene non sia l’unico. Uno dei primissimi casi, infatti, era stato quello di Abeba Aregawi, mezzofondista etiope naturalizzata svedese, seguita poi da diverse altre atlete etiopi, a dimostrazione del fatto che anche in Paesi distanti dall’Europa orientale l’uso del meldonium era ben conosciuto.

Secondo la WADA, sarebbero in totale almeno novantanove gli atleti risultati positivi alla sostanza, molti dei quali non sono stati ancora rivelati. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è stato quello della nuotatrice Yuliya Efimova, che rischia una squalifica a vita per recidività. La Russia ha poi visto sospendere altri atleti di grande spessore, come Semion Elistratov e Pavel Kulizhnikov, stelle rispettivamente dello short track e dello speed skating, ma anche Ekaterina Bobrova, atleta di punta della nazionale di pattinaggio di figura. Da non dimenticare, poi, il caso del pallavolista Alexander Markin, la cui squalifica potrebbe mettere addirittura a repentaglio la qualificazione olimpica della nazionale a Rio 2016, visto che la positività risalirebbe proprio al torneo di qualificazione olimpica. Oltre a Markin, è stato sospeso anche il libero Aleksey Obmochaev, anche se non è nota la data del controllo incriminato.

Se la Russia domina le statistiche negative del doping, ed in particolare quelle relative all’uso del meldonium, la Georgia non è stata risparmiata dall’ondata di casi in questo inizio di 2016. Ben sei lottatori della piccola repubblica caucasica hanno infatti fallito i controlli, con Davit Modzmanashvili, già medagliato olimpico a Londra 2012, che ha ammesso l’uso del farmaco e che rischia la squalifica a vita per lo stesso motivo di Efimova. Gli altri cinque lottatori, invece, hanno negato i fatti, ed i loro nomi non sono ancora stati resi noti.

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giulio.chinappi@oasport.it

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