Doping, caso Sharapova: che cos’è il meldonium? Farmaco, ma anche ‘coprente’

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Come abbiamo visto ieri sera, la tennista russa Maria Sharapova ha dichiarato di essere risultata positiva ad un controllo antidoping nel corso degli ultimi Australian Open, palesando un valore di meldonium superiore al consentito. La 28enne siberiana ha ammesso immediatamente l’errore commesso, asserendo tuttavia di assumere il farmaco da oltre 10 anni per problemi di salute. Ma cos’è il meldonium? E quali sono i suoi utilizzi in medicina?

Il meldionium è fondamentalmente un anti-ischemico, prodotto in Lettonia e molto utilizzato nei Paesi del nord-est Europa per contrastare l’angina e l’infarto del miocardio. Si spiegherebbe dunque l’assunzione della stessa Sharapova, sofferente di una carenza di magnesio per una forma di diabete ereditario.

Dal punto di vista sportivo, la sostanza è stata inserita nella lista delle sostanze dopanti solamente il primo gennaio 2016 (per questo motivo l’ex numero 1 WTA ha potuto beneficiarne per un così lungo periodo di tempo), poichè, a detta della Wada, “aiuta a migliorare la resistenza, accelerare i tempi di recupero, attivare la risposta del sistema nervoso centrale e superare meglio lo stress.” Oltre a questo, il meldonium è considerato un medicinale “coprente” del ben più famigerato EPO, utilizzato soprattutto nel ciclismo.

Foto: pagina Facebook Maria Sharapova

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gianni.lombardi@oasport.it

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