Boxe femminile, Rio 2016: Irma Testa convince nei -60 kg. Ballottaggio Gordini-Davide nei -51

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Il Torneo Internazionale di boxe “Strandža”, che si è tenuto la scorsa settimana a Sofia (Bulgaria), ha rappresentato un ottimo banco di prove per le atlete azzurre impegnate, soprattutto per quelle che sperano di rappresentare l’Italia in occasione dei tornei di qualificazione ai Giochi Olimpici e poi, in caso di successo, a Rio 2016. Ricordiamo che le tre categorie femminili facenti parte del programma a cinque cerchi sono 51 kg, 60 kg e 75 kg.

Nella categoria di peso più bassa, a Sofia ha combattuto Terry Gordini, che però, tenendo conto anche dei dual match disputati in Ucraina, non sembra essere in uno dei suoi momenti migliori. Molto più convincente, in questo inizio di 2016, è stata invece Marzia Davide, che in Bulgaria ha sfiorato il podio con quinto posto tra le 54 kg. La trentacinquenne vanta i suoi principali successi recenti in questa categoria, ma ha già dimostrato di poter essere altamente competitiva anche nella divisione olimpica, con Rio 2016 che potrebbe essere la splendida conclusione per la carriera dell’azzurra più vincente nel pugilato femminile.

Irma Testa ha partecipato al suo primo torneo da senior, ottenendo una medaglia di bronzo e perdendo la semifinale per split decision contro la numero tre del mondo, la cinese Yin Junhua. Al di là del verdetto, che è stato contestato dallo staff azzurro, resta comunque l’impressione di una ragazza che ha già fatto capire di valere le migliori del mondo, in una categoria che ha nell’irlandese Katie Taylor la padrona assoluta. Sebbene qualcuno possa pensare che Testa sia un’atleta inesperta, non vediamo davvero motivi per non puntare su di lei già a partire da quest’anno, anche se restano da valutare due atlete che in passato hanno ottenuto risultati di rilievo, come Romina Marenda ed Alessia Mesiano, in contesti simili.

Per quanto riguarda la 75 kg, a Sofia ha combattuto Monica Floridia, che però ha visto il proprio percorso fermarsi sin dal primo turno. Resta più plausibile, dunque, l’opzione Flavia Severin, che in passato ha già affrontato il calo peso per scendere dalla massima categoria di peso a quella olimpica, anche se si tratterebbe di un contesto diverso da quello nel quale le sue qualità sono state messe in risalto fino ad ora.

Un plauso, infine, a Valentina Alberti, che dalla categoria 64 kg ha regalato un altro bronzo alla squadra azzurra allo “Strandža”. Difficile, però, che la medagliata d’argento dei Giochi Europei di Baku 2015 possa tentare di scendere di altri quattro chili per tentare la sorte olimpica in quella che è stata la sua categoria fino a qualche stagione fa.

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Immagine: AIBA

giulio.chinappi@oasport.it

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