Atletica, Mondiali Portland 2016: Tamberi, attento ai quei due (più uno….)

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Mutaz Ezza Barshim


E’ chiaro da settimane che Gianmarco Tamberi rappresenta la carta da medaglia azzurra più importante nel prossimo appuntamento iridato di Portland. Nella capitale dell’Oregon a sfidarlo vi saranno alcuni dei migliori saltatori in circolazione e la competizione potrebbe spingersi verso vette altissime.

Guardando la miglior prestazione al mondo in stagione, 2,38 e soprattutto la costanza di rendimento su livelli eccellenti, il marchigiano potrebbe essere considerato il principale favorito per la medaglia d’oro, va però tenuto in considerazione un fattore importante; Tamberi si trova per la prima volta a combattere per un alloro del genere. Vero è che l’azzurro si carica di adrenalina col pubblico delle grandi occasioni e nelle sfide con i migliori avversari, però qui c’è in palio l’iride e la pressione può farsi sentire, in questo senso il precedente dello scorso anno a Pechino non è molto confortante, laddove, pur da outsider, in finale rese al di sotto delle aspettative. Ciononostante Gianmarco rimane uno dei concorrenti più quotati e sente il 2,40 nelle gambe. Pur sottolineando che qualora mancasse il podio la delusione sarebbe comprensibile, non sia mai di sentire o leggere “Tamberi solo secondo” da qualche parte, che ricorda scempiaggini già purtroppo perpetrate ai tempi, ad esempio di Alberto Tomba

Il principale avversario, e forse il primo indiziato per l’oro, è senza dubbio Mutaz Essa Barshim, il qatariano ha gareggiato poco nell’inverno, salendo a 2,36 a Malmoe. Barshim è dotato di tecnica sopraffina ed è abituato ai grandi avvenimenti, il suo tallone d’Achille è la condizione fisica che nell’ultimo anno e mezzo è stata altalenante. Il ventiquattrenne asiatico è il campione uscente e a Portland dovrà saltare ai suoi massimi livelli per riconfermarsi.

Nella gara di Hustopece, dove il finanziere italiano ha stabilito il suo primato, il britannico Chris Baker ha distrutto il suo primato, portandolo a 2,36, impressionando per le tempistiche di stacco. Anche lui classe’91 ci ha messo più tempo del previsto per assurgere ai livelli più alti, dovrà dimostrare che certe quote può ripeterle anche nell’arena iridata.

Terzo nome da sottolineare è il nostro Marco Fassinotti; sino al 2015 inoltrato è stato l’altista azzurro più costante e questa stagione l’ha visto migliorarsi sino a 2,35. L’infortunio al piede di stacco gli ha impedito la presenza agli assoluti di Ancona, se starà bene è uomo da medaglia, stando attendo a non fare troppi errori sulle quote basse, cosa che è successa in passato. Il torinese ha, a sua volta, la possibilità di implementare il suo personale, in ogni caso mai l’Italia ha avuto due saltatori di questa consistenza.

Il compagno di allenamento di Fassinotti, Robbie Grabarz, il greco Kostadinos Baniotis e l’ex iridato outdoor bahamense Dwight Thomas, con la sua tecnica molto grezza, completano il range di protagonisti di alto livello, ma al momento appaiono un gradino sotto, chiaramente pronti a subentrare in caso di defaillance di qualche favorito.

Tra le assenze vanno citate quelle dell’ucraino Bohdan Bondarenko e del canadese Derek Drouin, ossi duri per tutti, e ovviamente di tutti gli specialisti russi, la cui nazione è sospesa per le note vicende di doping.

A questo punto non resta che aspettare le 3.22 mattutine di Domenica 20 Marzo in Italia (finale diretta) e godersi lo spettacolo, con la speranza di vedere il tricolore issarsi sul podio mondiale.

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gianluca.pessoni@oasport.it

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