Atletica, Mondiali indoor 2016: Bromell beffa Powell sui 60 metri, Nia Ali si ripete sugli ostacoli

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Continua la festa a stelle e strisce ai Campionati Mondiali indoor di atletica leggera. Di fronte al pubblico amico di Portland (Oregon), anche lo sprint ha infatti premiato gli atleti statunitensi, dopo le medaglie d’oro vinte da Jennifer Suhr nel salto con l’asta e da Britteny Reese nel salto in lungo.

Grande favorito sui 60 metri dopo il dominio dimostrato nelle batterie ed in semifinale, migliorando la sua miglior prestazione mondiale dell’anno in 6″44, il giamaicano Asafa Powell ha dimostrato ancora una volta la sua incapacità a dare il meglio di sé nelle finali dei grandi appuntamenti, dovendosi accontentare dell’argento dopo una partenza incerta ed un per lui modesto 6″50 finale. Ad approfittarne è stato dunque il padrone di casa Trayvon Bromell, già terzo ai Mondiali dello scorso anno sui 100 metri, che invece ha saputo mettere insieme tutti gli elementi per andare a vincere il titolo mondiale della distanza più breve con il suo nuovo personal best (6″47). Podio e record nazionale per Ramon Gittens, ventottenne delle Barbados, che in 6″51 si è certamente regalato la prestazione più importante della sua carriera.

Una nota particolare per Kim Collins, il quasi quarantenne di Saint Kitts & Nevis, che non è riuscito a centrare una nuova medaglia: apparso in forma nelle semifinali, il campione mondiale dei 100 metri di Parigi 2003 si è accontentato dell’ottavo posto in 6″56. Un altro pretendente alle medaglie, il britannico James Dasaolu, è stato invece squalificato in semifinale.

Poco prima, lo stesso rettilineo aveva regalato la medaglia d’oro dei 60 metri ostacoli femminili a Nia Ali: in 7″81, la ventisettenne ha confermato il titolo vinto due anni fa a Sopot, in Polonia, realizzando anche il proprio season best. La festa a stelle e strisce è stata completata dal secondo posto di Brianna Rollins (7″82), mentre ha sbagliato tutto la terza padrona di casa, Kendra Harrison, che ha chiuso ultima pasticciando su diversi ostacoli (8″87). L’agognata tripletta statunitense non ha dunque avuto luogo, ed almeno il terzo gradino del podio è stato lasciato libero per la britannica Tiffany Porter, che ha chiuso in 7″90.

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Immagine: IAAF

giulio.chinappi@oasport.it

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