Atletica, Campionati Italiani: Tamberi sempre altissimo a 2,36 e sfiora i 2,40; applausi per i giovani Zenoni, Folorunso e Crippa

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E’ di Gianmarco Tamberi l’acuto dei Campionati Italiani indoor, era atteso da migliaia di persone ad Ancona e Jimbo non ha deluso, confermandosi ad altissimi livelli con un 2,36 mostruoso e il secondo tentativo a 2,40 stava per far crollare il palasport.

L’avventura di Tamberi inizia col brivido di un errore al primo salto di gara a 2,22, misura che lo vede in gara coi “sopravvissuti”  Silvano Chesani e Andrea Lemmi; si ferma invece ad un deludente 2,15 l’iridato allievi Stefano Sottile, forse non a suo agio nel contesto assoluto, ma il futuro è dalla sua parte. A 2,25 si infrangono i sogni di Lemmi e, a sorpresa, di Chesani e ciò complica la vita anche al marchigiano che si trova quasi subito senza rivali. Il 2,28 gli regala già il titolo tricolore e da lì in poi può richiedere le misure successive a suo piacere, iniziando con 2,33 passato alla seconda prova, poi un meraviglioso 2,36 alla prima che dimostra una costanza ad alto livello impressionante. Immediatamente dopo arrivano i tre tentativi a 2,40: il primo buono, il secondo che fa rimangiare in golo l’urlo del palasport con il gomito destro che vanifica il sogno del finanziere, il terzo è pure di livello e qui si ferma l’avventura di uno splendido Jimbo. A seguire arriva il bagno di folla con il numerosissimo pubblico di casa. “E’ stata la gara più bella della mia vita, iniziata già all’ingresso vedendo gli spalti del palaindoor gremiti – sono le prime parole del campione italiano assoluto di salto in alto. “Sono amareggiato per non aver fatto i 2,40 che oggi sentivo nelle mie gambe, il secondo tentativo era praticamente valicato, peccato per il braccio destro! A Portland vado per vincere.”

Per quanto concerne le altre gare di oggi sui 60m donne  si conclude al fotofinish una volata intensissima, col successo, a dir la verità un filo a sorpresa di Ilenia Draisci col tempo di 7”40, dietro di lei Audrey Alloh in 7”41, un centesimo meglio di Irene Siragusa, in crescendo di forma. Zaynab Dosso, bravissima sedicenne, è quarta, pagando probabilmente l’inusuale format su 3 turni, che miete una vittima eccellente quale Anna Bongiorni, non al via delle semifinali per un problema fisico. Sui 400m donne Ayomide Folorunso dà una dimostrazione di grande personalità con una vittoria costruita dal primo metro e perfezionata con un grande rettilineo finale.  Per la giovane poliziotta personale stracciato a 53”16, ad un solo centesimo dal minimo per Portland.  Secondo posto per la tricolore uscente Chiara Bazzoni in 53”86, a precedere Marta Milani, tornata ai 400, con 53”97. A differenza del settore maschile, la staffetta del miglio può coltivare il sogno olimpico, avendo una buona base numerica e una Libania Grenot da attendere. Curiosità: in finale anche la padrona di casa Daniela Reina, quattrocentista di livello qualche anno fa. Non si è presentata al via la primatista juniores Ilaria Verderio.

Negli 800m applausi a non finire per Marta Zenoni; data in forse, l’allieva bergamasca dimostra una maturità straordinaria e una versatilità di interpretazione di gara da campionessa. Diversamente dal solito sta in scia ad Irene Baldessari e la supera in tromba negli ultimi 50 metri, chiudendo a 2’03”88, primato italiano under 20! Baldessari, brava comunque, è seconda in 2’04”41, terza Eleonora Vandi in rimonta con 2’05”85, davanti a Joyce Mattagliano. L’atletica azzurra ha in mano un gioiellino da proteggere assolutamente, bello l’abbraccio con la corregionale Marta Milani, pluri-campionessa sulla stessa distanza. Sulla distanza più lunga in pista (3000 metri) le ragazze sono sfortunate a gareggiare nel momento in cui Tamberi sfida il record italiano e la storia nei 2,40. Prevale Valentina Costanza in 9’24”12, davanti a Gloria Tessaro 9’29”16 ed Isabella Papa, staccata, che chiude in 9’37”30. Nel salto con l’asta la lotta per il titolo si risolve, come previsto, tra Gloria Benecchi e Sonia Malavisi, con la seconda, favorita che si impone con 4,35, misura fallita da Benecchi che si ferma a 4,30. Per la finanziera romana tre errori a 4,50, che sarebbe stato il suo personale. Gradino più basso del podio per Giulia Cargnelli a 4,10. Nel salto in lungo, infine, Chiara Lorenzetto, dopo la vittoria tricolore all’aperto del 2015, si conferma atleta vincente, bissando con l’alloro indoor atterrando a 6,33. Seconda è Darya Derkach con 6,29, davanti a Laura Strati con 6,22.

Nelle gare maschili, dopo un lunghissimo periodo pieno di problemi Michael Tumi si laurea campione italiano indoor sui 60m  vincendo in 6”68, precedendo Fabio Cerutti 6”72 e Federico Ferraro 6”73. Tempi non sufficienti per Portland, ma per Tumi pare essere la prima luce in fondo al tunnel.Si tramuta in realtà la vittoria di Matteo Galvan  sui 400m che, conferma, però di essere lontano dai suoi migliori livelli. Per lui un normale 47”29. Secondo giunge Matteo Lambrughi, ostacolista, con 47”78 e terzo si classifica Davide Piccolo con 48”19. Purtroppo un panorama di livello non eccelso, anche per la mancanza di progressione degli staffettisti junior d’oro di qualche anno fa. Nella distanza doppia  successo  piuttosto sorprendente per Gabriele Bizzotto in 1’51”14, mentre alle sue spalle manca la doppietta Mohad Abdikadar Sheik Ali con 1’51”58. Nelle serie inferiori Andrea Romani piazza un 1’51”81 che gli vale la miglior prestazione italiana allievi di sempre e il terzo posto assoluto. Nei 3 chilometri sono i giovanissimi che salgono alla ribalta con la grande vittoria di Yemaneberhan Crippa, superatosi in pista dopo una grande stagione di cross. Il lombardo esplode di gioia tagliando il traguardo in 7’54”24 precedendo Yassin Bouih con ventuno centesimi in più. Terzo è Soufiane El Kabbouri con un tempo oltre gli 8 minuti. Si ritira il leader stagionale Said El Otmani. Il salto in lungo è caratterizzato dal dominio di Stefano Tremigliozzi che mette le cose in chiaro già al primo salto, successivamente implementato sino al 7,84 che gli darà la vittoria. Piazza d’onore per Antonmarco Musso con un buon 7,67, mentre arriva terzo il giovanissimo Simone Forte con 7,58 proprio all’ultimo salto (due personali in due giorni per lui). Ora la mente di tutti è diretta verso i mondiali di Portland tra due settimane, con la consistenza della spedizione azzurra che conosceremo nella giornata di domani, che dovrebbe essere di 5-6 unità. Infine nel lancio del peso titolo tricolore per Daniele Secci che si è imposto con 19.35 metri davanti a Sebastiano Bianchetti (19.18 metri) e Giovanni Faloci (16.91).

 

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gianluca.pessoni@oasport.it

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