Punge come un’ape e vola come una farfalla. Il tennis da top 10 di Roberta Vinci

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“Pungi come un’ape e vola come una farfalla”. Ci scuseranno gli appassionati di pugilato e i tifosi di Muhammad Alì se prendiamo in prestito una delle citazioni più famose che riguardano il campione americano per parlarvi di un altro sport e, in particolare, di un’atleta che con la sua leggiadria e determinazione ha conquistato il sogno di una vita. Ci riferiamo a Roberta Vinci, da quest’oggi top 10 del ranking WTA (numero 10), vincitrice una settimana fa del torneo di San Pietroburgo e reduce da un 2015 spettacolare con la finale degli Us Open, persa poi contro l’amica/rivale di una vita Flavia Pennetta. E’ proprio lo Slam stelle e strisce a dare una sterzata alla carriera della Vinci fino a quel momento priva di acuti significativi in singolare, e densa di soddisfazioni nel doppio con Sara Errani (2 Australian Open, 1 Roland Garros, 1 Wimbledon e 1 Us Open).

Lo snodo cruciale per la tarantina è quella semifinale contro la numero 1 del mondo Serena Williams, lanciata come non mai alla conquista del Grande Slam (vittoria di tutti i tornei più importanti del circuito). L’esito dell’incontro sembra già scritto guardando anche ai precedenti tra le due: 4-0 a favore di Serena. Invece, dopo un primo set dominato dalla Williams, l’azzurra trova delle risorse insospettabili mettendo in difficoltà un mostro di potenza come l’americana e farle fare il “tergicristallo” lungo la linea di fondo come nessuno mai aveva osato. Un dritto ficcante ed un rovescio tagliente sono le sue armi in grado di mettere alle corde Serena e coinvolgere anche gli spettatori statunitensi, inizialmente schierati a favore della padrona di casa. Troppo bello il gioco di Roberta ricco di variazioni e cambi di ritmo che disorientano l’avversaria, abituata a ribattere colpi piatti e privi di qualsiasi effetto. L’ultimo scambio è la cartina di tornasole dell’incontro con Roberta, dopo quella demi-volè,  quasi incredula e disorientata rispetto a quello che era accaduto. “The best moment of my life” – queste la parole che hanno commosso lei e tutti gli appassionati in un sogno divenuto realtà.

Una vittoria che la lancia sempre più decisamente alla caccia della top10. Roberta sfiorando il traguardo raggiunto dalle sue compagne di Fed. Cup (Pennetta, Sara Errani e Francesca Schiavone) nel proseguo del 2015  avendo in compenso, però, una maggiore consapevolezza di se stessa e del suo gioco. Al di là delle fredde statistiche, infatti, Flushing Meadows ha dato un’energia insospettabile al talento infinito della Vinci che, solo ora, viene ripagata del frutto di tanti sacrifici, rispondendo anche alle critiche di chi riteneva il proprio modo di giocare retrogrado e non adatto alle “bombardiere” del periodo corrente. La tarantina, invece, ha saputo evolversi adattando le sue caratteristiche, di pura qualità tennistica, alle velocità elevate di questi ultimi tempi. Un’evoluzione che potrebbe continuare e condurla a vette di sovrastante altezza inesplorate per lei e le sue ambizioni. Difficile da dire a cos’altro possa aspirare questa 33enne che nel pieno della sua maturità fisica e mentale ha trovato il big bang delle sue capacità. Noi non possiamo che rimanere estasiati e sperare che “The show must go on”. 

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Immagine: pagina FB Roberta Vinci

 

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