Pentathlon, prima tappa di Coppa del Mondo. A Il Cairo tutti a caccia della leadership di Tymoshchenko e Asadauskaite

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Scatta domani al Cairo la stagione 2016 di Coppa del Mondo, competizione a tappe che quest’anno sarà oltremodo importante poiché assegnerà, congiuntamente ai Mondiali moscoviti di fine maggio, punti – quindi pass per Rio – in ottica ranking (clicca qui per i criteri di qualificazione olimpica del pentathlon). Quello egiziano è il primo di quattro appuntamenti di Coppa del Mondo, gli altri saranno: 7-13 marzo, Rio de Janeiro, 30 marzo-3 aprile, Roma, 14-18 aprile Kecskemét; essi definiranno la griglia dei 36 pentatleti e delle altrettante pentatlete che parteciperanno alla finale di Sarasota, negli Stati Uniti, in programma dal 6 all’8 maggio.

Per quanto riguarda i colori a noi più cari, quelli azzurri, al Cairo saranno in gara otto atleti, quattro uomini e quattro donne. In campo maschile, gareggeranno i carabinieri Riccardo De Luca, vincitore lo scorso anno della finale di Coppa del Mondo, quindi automaticamente qualificato per i Giochi, Pier Paolo Petroni, Auro Franceschini e Fabio Poddighe (Sport Full Time), fresco Campione Italiano Open. De Luca, forte del suo secondo posto nel ranking mondiale, vola in Egitto consapevole di poter lottare per piazzamenti di prestigio, tuttavia, il suo lungimirante programma di avvicinamento all’appuntamento a cinque cerchi potrebbe renderlo un po’ “imballato” in queste prime battute di stagione.

Pier Paolo Petroni è il nostro secondo miglior atleta nelle graduatorie mondiali (29°), nonché vice Campione nazionale di categoria, e al pari di Fabio Poddighe (33°) e Auro Franceschini (56°) cercherà di incamerare i primi preziosi punti in previsione qualificazione olimpica, dal momento che l’Italia potrebbe schierare un altro atleta in Brasile accanto a De Luca.

I favoriti di questa prima tappa di Coppa del Mondo: in assenza dell’ucraino Pavlo Tymoshchenko, numero uno del ranking, occhio al ventitreenne francese Valentin Belaud, agli esperti De Luca e Adam Marosi (Ungheria), il padrone di casa Amro El Geziry, massimo simbolo di un movimento in costante crescita anche in Africa.

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