Judo, Grand Slam Parigi 2016: Ebinuma, Agbegnenou e Kelmendi tornano padroni. Gwend e Basile settimi

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Ha avuto inizio quest’oggi il Grand Slam di Parigi 2016, uno dei tornei di judo più prestigiosi del calendario internazionale, che per questa edizione assume un valore ancora maggiore visti i tanti punti in palio per la qualificazione olimpica a Rio 2016 (500 per i vincitori di ciascuna categoria, 300 per i medagliati d’argento, 200 per i terzi classificati). La prima giornata ha visto impegnate le sette categorie di peso più basse, quattro femminili (48 kg, 52 kg, 57 kg, 63 kg) e tre maschili (60 kg, 66 kg, 73 kg).

60 KG

Il primo oro giapponese di giornata è arrivato dalla categoria di peso più bassa del programma maschile. Il ventitreenne Toru Shishime, medagliato di bronzo agli ultimi Mondiali e già quattro volte sul podio al Grand Slam di Tokyo, è salito sul gradino più alto del podio mettendo a segno due yuko sull’azero Ilgar Mushkiyev. Numero uno del tabellone, il sudcoreano Kim Won-Jin è stato sconfitto per yuko da Mushkiyev ai quarti di finale, ma ha poi conquistato il bronzo ai danni dell’armeno Hovhannes Davtyan. Bronzo anche per il giovane emergente francese Walide Khyar, già campione europeo junior, che ha privato del podio l’uzbeko Sharafuddin Lutfillaev.

Carmine Di Loreto si è imposto con uno yuko ed un decisivo ippon sul lussemburghese Tom Schmit in occasione del primo turno, prima di fermarsi al cospetto del kazako Askhat Telmanov, che lo ha eliminato mettendo a segno uno yuko ed un waza-ari.

66 KG

Tre volte campione del mondo, il giapponese Masashi Ebinuma ha dominato il torneo parigino, vincendo la finale con un ippon messo a segno dopo meno di un minuto ai danni del mongolo Tumurkhuleg Davaadorj. Il venticinquenne nipponico si è così imposto per la seconda volta in carriera al Grand Slam francese, dopo il successo del 2011. Campione mondiale in carica, il sudcoreano An Ba-Ul ha ceduto ai quarti di finale per ippon contro Ebinuma, ma ha poi conquistato il bronzo con un ippon a due secondi dal termine contro lo sloveno Andraž Jereb. Bronzo anche per il francese Kilian Le Blouch, che ha sconfitto l’altro sudcoreano Kim Lim-Hwan. Le Blouch ha così cancellato la delusione del pubblico locale per la sconfitta prematura del vicecampione europeo Loïc Korval, eliminato sin dal secondo turno per mano di Jereb.

Per i colori azzurri, Fabio Basile ha rappresentato la principale soddisfazione di giornata, ottenendo un settimo posto più che onorevole. Alla sua seconda partecipazione ad un Grand Slam, il campione europeo Under 23 ha beneficiato di un pass al primo turno, destando poi un’ottima impressione nei turni successivi: al secondo ha due yuko ed un waza-ari il polacco Aleksander Beta, mentre al terzo ha eliminato per yuko l’azero Hidayat Heydarov. Giunto ai quarti di finale, l’azzurro è stato sconfitto per due shido dal francese Kilian Le Blouch, mentre ai ripescaggi un solo shido l’ha privato dell’impresa contro l’iridato An.

In questa categoria era presente anche Elio Verde, che invece ha subito una bruciante sconfitta al primo turno, eliminato da un waza-ari dell’azero Tarlan Karimov.

73 KG

Il sudcoreano An Chang-Rim, già vincitore del Grand Slam di Abu Dhabi, si è confermato tra i grandi interpreti della categoria. Il ventunenne, medagliato di bronzo ai Mondiali di Astana, era accreditato della testa di serie numero uno, e proprio come voleva il tabellone è salito sul gradino più alto del podio grazie ad un waza-ari messo a segno nella finale che lo ha visto combattere con il russo Denis Iartcev. Da notare che in precedenza An aveva vinto tutti i suoi quattro incontri per ippon. Campione europeo in carica, l’israeliano Sagi Muki si è classificato terzo grazie ad un ippon sul giapponese Riki Nakaya, mentre l’altro nipponico Hiroyuki Akimoto ha portato la bandiera del Sol Levante sul podio, privandone il georgiano Nugzari Tatalashvili. Il trentenne Akimoto dimostra così di essere in piena forma, dopo aver vinto sia a Parigi che a Tokyo sul finire del 2015.

Andrea Regis ha esordito battendo per ippon su hansoku make il cubano Magdiel Estrada, ma si è poi fermato al cospetto di Akimoto, autore a sua volta di un ippon. Percorso simile per l’altro azzurro in gara, il giovane Antonio Esposito, che ha superato con uno yuko il belga Sami Chouchi prima di essere eliminato da un ippon del mongolo Nyam-Ochir Sainjargal.

48 KG

La finale ha messo di fronte due judoka mongole: la campionessa mondiale del 2013, Urantsetseg Munkhbat, ed Otgontsetseg Galbadrakh, che però rappresenta dallo scorso anno il Kazakistan. Un cambio che i mongoli potrebbero rimpiangere, visto che è stata proprio la naturalizzata kazaka ad imporsi per yuko sulla numero uno del seeding, ottenendo, a ventiquattro anni, il successo più importante della sua carriera. Campionessa olimpica in carica, la brasiliana Sarah Menezes è salita sul gradino più basso del podio assieme all’ungherese Éva Csernoviczki, che ha strappato la medaglia alla campionessa europea in carica, la belga Charline Van Snick. Delusione per le giapponesi: Haruna Asami ha chiuso quinta, battuta da Menezes nel match per il bronzo, mentre la giovane Ami Kondo è stata eliminata al secondo turno da un ippon di Galbadrakh.

52 KG

Dopo un anno buttato quasi completamente a causa di un infortunio, la kosovara Majlinda Kelmendi è tornata a dettare legge nella categoria 52 kg. La futura portabandiera del suo Paese a Rio 2016 ha impiegato appena trentanove secondi per sconfiggere la rumena Andreea Chițu, mettendo subito a segno uno yuko e poi costringendola alla resa nella successiva fase di ne-waza. Per Kelmendi si tratta dunque della terza vittoria di fila a Parigi su quattro finali disputate. Le due medaglie di bronzo sono andate alle padrone di casa francesi: Priscilla Gneto ha battuto per ippon la tedesca Mareen Kräh, mentre Annabelle Euranie, dopo l’infortunio patito nella semifinale persa per ippon con Kelmendi, è riuscita comunque ad infliggere un waza-ari alla sudcoreana Kim Mi-Ri. Gneto ed Euranie fanno così segnare un pareggio nella sfida per rappresentare la Francia a Rio 2016, anche se ai quarti di finale era stata Euranie ad imporsi nella sfida diretta.

Con uno yuko ed un ippon, l’azzurra Odette Giuffrida ha sconfitto al primo turno la mongola Tsolomon Adiyasambuu. Il suo percorso è però finito al turno successivo contro la polacca Arleta Podolak: quest’ultima si era portata in vantaggio di un waza-ari contro uno yuko della romana, prima che Podolak chiudesse la pratica per ippon nei secondi finali dell’incontro.

57 KG

Sorpresa nella categoria 57 kg, con la vittoria poco attesa della sudcoreana Kim Jan-Di. Nonostante la testa di serie numero tre, infatti, non aveva ottenuto vittorie di tale prestigio fino allo scorso anno, dove è esplosa conquistando numerose medaglie e soprattutto l’oro al Grand Slam di Abu Dhabi. A Parigi, Kim ha travolto in finale la mongola Sumiya Dorjsuren, numero uno del seeding, mettendo a segno un waza-ari e poi chiudendo la pratica per ippon. Non è andato bene il torneo dell’idola locale Automne Pavia, solamente quinta dopo la sconfitta nel match per il bronzo contro la statunitense Marti Malloy (yuko). La nordamericana è salita sul gradino più basso del podio assieme alla brasiliana Rafaela Silva, già campionessa mondiale nel 2013, che ha superato per yuko la polacca Arleta Podolak.

63 KG

Dopo aver collezionato quattro medaglie di bronzo nel corso della giornata, la Francia ha atteso l’ultima finale per conquistare la medaglia d’oro con Clarisse Agbegnenou. La campionessa mondiale 2014 ha affrontato lo scorso anno diversi infortuni, ma, proprio come Kelmendi, sembra essere tornata al massimo della forma per l’anno olimpico. La ventitreenne torna così a vincere il torneo di casa dopo i successi del 2013 e del 2014, e lo fa al termine di una finale che l’ha vista battere la giapponese Miku Tashiro per ippon su osaekomi, dopo aver messo a segno uno yuko. Negli incontri per le due medaglie di bronzo, la tedesca Martyna Trajdos ha superato per waza-ari la mongola Munkhzaya Tsedevsuren, mentre l’olandese Anicka van Emden faceva lo stesso ai danni della campionessa iridata in carica, la slovena Tina Trstenjak, numero uno del ranking mondiale, alla fine solo quinta.

Come Basile nella categoria 66 kg, l’azzurra Edwige Gwend ha concluso il torneo parigino al settimo posto. La judoka nativa del Camerun, accreditata della sesta testa di serie, ha beneficiato di un pass al primo turno, per poi sconfiggere la mongola Tserennadmid Tsend-Ayush e la filippina di origine giapponese Kiyomi Watanabe grazie agli shido. Ai quarti di finale, Gwend ha affrontato la campionessa europea in carica, la tedesca Trajdos, che ha avuto ragione per uno yuko. Il percorso dell’azzurra si è concluso ai ripescaggi, dove un giallo di differenza ha fatto la gioia dell’olandese Anicka van Emden. Entrambe le atlete che hanno sconfitto Gwend hanno dunque ottenuto il bronzo.

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giulio.chinappi@oasport.it

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