Judo, Grand Prix Düsseldorf 2016: Giappone ancora primo. Bene Esposito, ma non basta

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Due settimane dopo il Grand Slam di Parigi, il Grand Prix di Düsseldorf 2016 ha rappresentato un nuovo importante step per la qualificazione olimpica ai Giochi di Rio 2016, visto che assegna punti pesanti per l’OGQ: 300 ai medagliati d’oro, 180 ai medagliati d’argento, 120 ai terzi classificati.

Già dominatore nel torneo parigino, il Giappone ha schierato in Germania una squadra meno numerosa ma comunque di elevatissima qualità, come dimostrano le quattro finali raggiunte per un bottino finale di tre medaglie d’oro ed una d’argento, sinonimo di primo posto nel medagliere. Shohei Ono, due volte campione del mondo nella categoria 73 kg, è forse stato il miglior atleta di tutto il torneo, ma anche la campionessa olimpica e mondiale in carica Kaori Matsumoto ha offerto un’ottima prova, dimostrando di essere ancora la numero uno tra le 57 kg. Ai Shishime (52 kg) era meno attesa rispetto agli altri due medagliati d’oro, ma ha comunque offerto una prestazione di alto livello, pur essendo solamente la settima atleta del seeding.

Continua l’ottimo momento di forma anche per la Corea del Sud, che con tre medaglie d’oro e cinque di bronzo è il Paese che ha piazzato più atleti sul podio – ben otto. Campione mondiale dei 66 kg, An Ba-Ul ha ritrovato la vittoria dopo aver ceduto il passo nei confronti del giapponese Masashi Ebinuma a Parigi. Ottima prova di Kim Won-Jin nella categoria 60 kg, dove era presente anche l’iridato kazako Yeldos Smetov, sconfitto in finale, mentre tra le donne continua l’ascesa di Jeong Bo-Kyeong, medagliata d’oro nella categoria di peso più bassa, la 48 kg.

Positiva anche la prestazione della Germania padrona di casa, terza nel medagliere grazie al titolo del veterano Dimitri Peters tra i 100 kg, mentre la Francia ha ritrovato una combattiva Audrey Tcheuméo, vincitrice tra le 78 kg dopo la clamorosa eliminazione di Parigi. La medagliata di bronzo di Londra 2012 ha così ottenuto il suo sesto titolo in carriera in un Grand Prix: meglio hanno fatto solamente la kosovara Majlinda Kelmendi, la belga Charline Van Snick e la statunitense Kayla Harrison, con sette.

L’Italia, invece, non ha vissuto un fine settimana esaltante, chiudendo al 34mo posto tra gli 86 Paesi partecipanti. L’unico a piazzarsi è stato in effetti Antonio Esposito, settimo nella categoria 73 kg, prestazione positiva al livello personale che però non può celare alcune débâcle da parte degli atleti più attesi. Il ventunenne campano, già settimo al Grand Slam di Parigi 2015, continua così il suo processo di apprendimento, alla ricerca della sua prima medaglia senior, che continuando di questo passo non tarderà ad arrivare. Intanto, però, gli atleti in lotta diretta per la qualificazione olimpica hanno subito sconfitte al primo turno: parliamo di Valentina Moscatt (48 kg), Assunta Galeone (78 kg) ed Antonio Ciano (81 kg).

Moscatt tornava da uno stop di oltre due mesi per infortunio, ed ancora non ha risolto tutti i suoi problemi, ma nel frattempo le sue avversarie continuano ad accumulare punti. Galeone ha ottenuto due medaglie a L’Avana e Roma, e forse questo Grand Prix era davvero di troppo in un programma così fitto per l’inizio del 2016. Per Ciano, che attualmente figura tra i qualificati, sembra trattarsi invece di un periodo di forma non eccezionale, visto che in questo 2013 ha subito tre sconfitte al primo incontro. Tra i qualificati virtuali, l’unico ad aver ottenuto una vittoria è stato Elio Verde (66 kg), mentre hanno svolto un buon torneo, con due vittorie a testa, i giovani della categoria 60 kg, Carmine Di Loreto ed Elios Manzi, con quest’ultimo che disputava il primo Grand Prix della carriera.

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