Hockey su ghiaccio, preolimpico Cortina: Gran Bretagna pericolo maggiore per l’Italia

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Scatta oggi a Cortina il tortuoso cammino dell’Italia di hockey su ghiaccio verso le Olimpiadi di PyeongChang 2018. In Veneto il Blue Team affronterà Serbia, Olanda e Gran Bretagna con in palio un pass per il torneo decisivo – previsto per inizio settembre – contro Norvegia, Francia e Kazakistan. Dopo l’estate la vincitrice del quadrangolare volerà dunque ai Giochi (qui il regolamento completo). Per il momento gli azzurri sono chiamati a non fallire l’agevole impegno casalingo e a raggiungere, quanto meno, il prossimo turno.

Le tre rivali di Cortina rappresentano infatti degli ostacoli abbordabili. A partire dalla Serbia, che da cinque anni milita nel Mondiale di II Divisone Gruppo A (la quarta serie) e che occupa il 30esimo posto nel ranking IIHF. L’Italia (qui il roster nel dettaglio), 18esima e reduce dall’ascensore tra Top Divison (la prima serie) e I Divisione Gruppo A (la seconda), non può temere i balcanici che vantano una tradizione jugoslava mai cavalcata con continuità. La Slovenia, per esempio, ha invece investito e ora è 14esima nel ranking con anche una formazione – l’Olimpija Ljubljana – iscritta alla lega privata austriaca per club Ebel.

La Serbia ha appena perso contro Israele (foto Wikipedia/Marko Stanojevic)

La Serbia ha appena perso contro Israele (foto Wikipedia/Marko Stanojevic)

Dopo anni di nulla totale, senza nemmeno più il derby di Belgrado tra Partizan e Stella Rossa ad accendere la passione dei (pochi) fedelissimi, recentemente il nuovo corso federale guidato dall’ex giocatore e top scorer Marko Milovanovic – che vanta pure qualche stagione nelle minors canadesi – sembra comunque aver portato una ventata di freschezza. A sorpresa la Serbia ha vinto il turno preliminare in Spagna (battendo anche Cina e Islanda) e in nazionale ha ritrovato il sano dualismo tra le due società della capitale, di nuovo avversarie nel campionato, da cui ovviamente provengono la maggior parte degli elementi del roster. La stella, però, è Nemanja Vucurevic, che ha giocato recentemente nella Serie B tedesca (DEL 2) con l’Eispiraten Crimmitschau. Stefan Ilic, difensore del Varese, ha vestito in passato la maglia del Milano. Non ci sono precedenti tra Serbia e Italia.

Una foto d'archivio degli oranje (Wikipedia)

Una foto d’archivio degli oranje (Wikipedia)

Di livello simile ai rossoblu, soprattutto per quanto mostrato nel fallimentare Mondiale di I Divisione Gruppo B (la terza serie planetaria) in casa lo scorso anno, è l’Olanda. Il torneo ospitato a Eindhoven è terminato con una retrocessione per gli oranje, in grado di battere solo la Croazia e sempre sconfitti nelle altre quattro gare. L’Olanda è 25esima nella classifica IIHF ma pare in caduta libera, incapace di reagire alla crisi di tecnica e risultati e di resistere alla concorrenza di un altro hockey – quello su prato – che invece è considerato tra gli sport nazionali.

Il campionato nazionale non è competitivo, la miglior squadra (il Tilburg Trappers) è emigrata nella terza divisione tedesca e sono anche qui pochi i giocatori di caratura internazionale. Tra questi ci sono Kevin Bruijsten, attaccante dell’Amiens (Ligue Magnus) che in Francia ha già realizzato oltre 50 punti in meno di due stagioni, e Mike Dalhuisen, difensore di 191 centimetri per 98 chili appena sbarcato all’Esbjerg Energy (Danimarca) dopo essere cresciuto negli Usa e aver giocato 12 incontri nella AHL, l’anticamera della NHL. Ma sono casi sporadici e quasi irrisori rispetto ai fasti del passato, oscurati da pesanti problemi economici anche a livello dirigenziale che hanno fatto scomparire alcune piazze storiche come Utrecht e Groningen.

L’avversaria più pericolosa per il Blue Team, dunque, è sulla carta la Gran Bretagna con cui l’Italia chiuderà il quadrangolare dell’Olimpico domenica sera alle 20.45. Anche qui il ranking pare bugiardo, ma in peggio, perché gli anglosassoni potrebbero valere più della 24esima posizione che occupano al momento. Rivali dell’Olanda a Eindhoven (si sono imposti nello scontro diretto 3-2), non sono riusciti a conquistare la promozione in I Divisone Gruppo A solo perché clamorosamente sconfitti dalla Lituania nell’ultimo match del programma. Ne ha approfittato per vincere il titolo la Corea del Sud – formazione in grande crescita proprio perché prossima a ospitare le Olimpiadi – che sfiderà l’Italia il prossimo aprile a Katowice (Polonia), ma la Gran Bretagna è decisa a riprovarci quest’anno, ottantesimo anniversario dell’oro a Cinque Cerchi conquistato a Garmisch 1936 (Germania) davanti nientemeno che a Canada e Stati Uniti.

L’arma in più sarà rappresentata dal pubblico, goliardico ma appassionato come vuole anche la tradizione calcistica, che segue sempre con partecipazione le partite della nazionale. Una pacifica mini invasione è prevista dunque pure a Cortina, per giunta rinomata località turistica dolomitica. La Gran Bretagna non si qualifica per le Olimpiadi dal 1948 e la sua ultima apparizione alla Top Division iridata è datata 1994. Il roster è quasi interamente composto da giocatori che militano nel campionato di casa, l’Elite Ice Hockey League, dal livello non elevato ma con un seguito di pubblico ben superiore rispetto a quello della Serie A italiana (anche perché si gioca in grandi città come Belfast, Cardiff, Edimburgo e Manchester). La stella è Ben O’Connor, difensore con il vizio dell’assist. La bontà del movimento britannico è dimostrata anche dal fatto che la vincitrice dei playoff partecipa alla Champions League dell’anno successivo. In Italia, che comunque rimane favorita per il passaggio del turno anche in virtù di molti infortuni tra le fila anglosassoni, ancora non accade.

Tifosi britannici a Eindhoven durante i Mondiali 2015 (foto Leonardo Gobbi)

Tifosi britannici a Eindhoven durante i Mondiali 2015 (foto Leonardo Gobbi)

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Foto da: Leonardo Gobbi (tifosi della Gran Bretagna all’ultimo Mondiale in Olanda)

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