Ciclocross, interviene Van der Driessche: “La bici con il motorino non è mia”

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Non si placano le polemiche sul caso che è scattato ieri ai Mondiali di ciclocross a Zolder. Nella gara under 23 femminile è stato riscontrato un motorino nella bicicletta della 19enne belga Femke Van den Driessche. La ragazza si è subito difesa sulle accuse arrivatele su più fronti: “Non era la mia bici, ma quella di un amico. È finita nelle mie mani per un malinteso di un meccanico. È esattamente uguale alla mia bici. Questo amico è andato fare un giro del percorso sabato prima di lasciare la sua bici nel camion. Un meccanico, che pensava fosse la mia bici, l’ha lavata e preparata per la cosa. Non ho paura delle indagini, non ho fatto nulla di sbagliato. Mi auguro di avere una seconda possibilità”.

Sullo stesso caso è voluto intervenire anche il presidente dell’UCI Brian Cookson: “La frode tecnologica è inaccettabile. Vogliamo che la minoranza che pensa di usare questi trucchi capisca che è impossibile nasconderli a lungo e che prima o poi pagherà per i danni che fa al nostro sport. Abbiamo condotto ispezioni a sorpresa su biciclette per tutta la stagione 2015, in occasione di grandi eventi – ha detto ancora Cookson, secondo quanto riporta l’Uci -. Continueremo a fare controlli simili anche nel 2016. L’anno scorso abbiamo stabilito un insieme di regole che ci permettono di agire, e la sperimentazione di nuovi metodi di rilevazione, ma come è comprensibile non posso entrare nel dettaglio”.

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gianluca.bruno@oasport.it

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