Calcio – Serie A, Top&Flop 26esima giornata: Verona, Carpi e Frosinone non mollano

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Frenano Juventus e Napoli nella 26esima giornata di Serie A. Ma se lo 0-0 dei bianconeri a Bologna è quasi fisiologico dopo 15 vittorie di fila, i partenopei rimangono al palo per la terza gara consecutiva e non vanno oltre l’1-1 casalingo contro un Milan efficace come una provinciale. Il distacco dalla vetta, dunque, rimane immutato. Per la corsa al terzo posto i rossoneri, invece, ci sono nonostante gli otto punti di distacco dalla Fiorentina, che vince come del resto anche Inter e Roma, probabilmente la vera favorita per la Champions League nonostante l’esplosione del caso Totti. Ma oggi vogliamo parlare della zona salvezza, in cui Verona, Carpi e Frosinone sono meno spacciate di quanto si possa credere. Soprattutto quella degli scaligeri pare una rimonta impressionante. Come finirà? Davanti Sampdoria e Palermo arrancano e il baratro è prossimo. I migliori e i peggiori dell’ultimo turno di campionato.

TOP

Verona, sogno salvezza: è difficile, difficilissimo, perché i gialloblu non hanno vinto una partita fino al 2-1 sull’Atalanta nella 23esima giornata. Poi l’esplosione: 3-3 con l’Inter e 3-1 nel derby contro il Chievo. Abbastanza per mettere ragionevolmente nel mirino un quartultimo posto che ora dista ‘solo’ sette punti. Ma la Sampdoria pare in caduta libera e tra due settimane ci sarà la scontro diretto. Luca Toni e Giampaolo Pazzini, con l’avvicinamento della primavera, sono tornati a segnare. E la storia è pronta per essere scritta: con 8 punti in 19 giornate, mai nessuna squadra ha fatto peggio del Verona nella Serie A a 20.

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Il campionato del Verona con Del Neri in panchina

Perin e Belec, pararigori decisivi: il primo si riscatta dopo le critiche – giuste – per l’errore che è costato il gol di Keisuke Honda domenica scorsa a San Siro. Il secondo tiene in vita il Carpi ipnotizzando Maxi Lopez dal dischetto nello 0-0 di Torino. Due salvataggi che fanno le fortune delle proprie squadre: il Genoa batte 2-1 l’Udinese (a sbagliare è Antonio Di Natale) e sale a +5 (con tre squadre in mezzo) sulla zona Serie B.

Furia Salah: nella domenica che vede Edin Dzeko timbrare la sua prima doppietta in giallorosso, sbagliando anche un facile appoggio a porta sguarnita, gli applausi vanno sempre e comunque per l’ala egiziana ex Fiorentina, già tra i migliori nella sconfitta di Champions League contro il Real Madrid. Due reti e una velocità di pensiero – ma anche di esecuzione – che gli avversari possono solo immaginare. Quando è in giornata è un fuoriclasse.

FLOP

Sampdoria, attenzione: Vincenzo Montella non vince da quasi due mesi, dal sofferto 3-2 nel derby contro il Genoa del 5 gennaio. Poi qualche pareggio, tante sconfitte e, soprattutto, prestazioni non all’altezza della piazza. Ma del resto era prevedibile: l’ex viola è un allenatore che necessita di un progetto, non riesce a esprimersi al meglio con giocatori non ‘suoi’. La retrocessione è uno spettro che domenica dopo domenica è sempre più vivo a Marassi: i blucerchiati sono solo a +2 sul Frosinone adesso. E rischiano tantissimo.

Ventura, è addio: “l’avVentura è finita”. Con questo striscione, esposto in Maratona prima della gara contro il Carpi, i tifosi del Torino hanno definitivamente salutato l’allenatore della promozione dalla Serie B, del miracolo di Bilbao in Europa League e del primo derby vinto dopo oltre vent’anni ancor prima che la stagione termini. Sarebbe dovuto essere un grande anno, vista la campagna acquisti estiva, e invece i granata finiranno a metà classifica senza alcuna ambizione. E poi, dalla prossima stagione, cambierà tutto.

Caos Totti: il Capitano, mentre Luciano Spalletti in conferenza stampa fa capire che partirà titolare contro il Palermo, si tira letteralmente la zappa sui piedi criticando il tecnico ai microfoni del TG1 e, l’indomani, viene invitato a lasciare il ritiro. In maniera sacrosanta. Perché le bandiere si rispettano, sì, se loro hanno rispetto della squadra che è comunque un’entità superiore. E la scelta del Pupone è sembrata quantomeno infelice. Ora si è alzato il polverone: l’ha voluto lui.

Di seguito i tre migliori giovani italiani dell’ultimo turno:

Domenico Berardi (Sassuolo): una perla al volo di sinistro dal limite dell’area che vale il prezzo del biglietto. Giocata super nel 3-2 sull’Empoli.

Mattia Destro (Bologna): impegna la difesa della Juventus, chiama in causa perfino Buffon. Bucare la squadra più forte d’Italia è un’impresa che non gli riesce per un soffio.

Luca Marrone (Verona): rieccolo il regista scuola Juventus che Antonio Conte faceva giocare come difensore centrale. Tornato a centrocampo, ha preso in mano le redini dei gialloblu e i risultati si vedono eccome.

 

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