Atletica: il Kenya nella bufera, ma ai Mondiali di Portland ci sarà

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Se la Russia è attualmente sospesa da ogni competizione internazionale di atletica leggera, il Kenya non se la passa tanto meglio, e sempre per le solite ragioni legate al doping. Il direttore della federazione nazionale, Isaac Mwangi, è infatti stato sospeso per sei mesi dalla IAAF, dopo essere stato accusato da alcuni atleti di aver chiesto dei pagamenti in cambio della riduzione di alcune squalifiche per doping. La IAAF, per bocca del presidente Sebastian Coe, ha detto che non esclude la possibilità di infliggere al Paese africano una sospensione simile a quella della Russia, mentre al WADA sembra intenzionata a produrre un rapporto sul Kenya, proprio come quello che ha sollevato il polverone su Mosca.

Nonostante tutto ciò, dunque, il Kenya sarà presente ai prossimi Campionati Mondiali indoor di Portland 2016, previsti dal 17 al 20 marzo prossimi. La delegazione keniota in Oregon sarà comunque ridotta ad undici elementi (sette uomini e quattro donne): tra questi figurano Caleb Ndiku, chiamato a difendere il titolo conquistato due anni fa sui 3000 metri, ed Augustine Choge, già medagliato d’argento nel 2012 sulla stessa distanza.

CONVOCATI 

Uomini
800 m: Timothy Kitum, Nicholas Kiplagat
1500 m: Vincent Kibet, Bethwell Birgen
3000 m: Augustine Choge, Caleb Mwangangi Ndiku, Isiah Kiplangat Koech

Donne
800 m: Margaret Nyairera, Viola Cheptoo Lagat
3000 m: Nancy Chepkwemoi, Betsy Saina

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giulio.chinappi@oasport.it

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