Vuelta a España 2016: il percorso ai raggi X. Tantissime montagne!

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Nella giornata di ieri sono state presentate le 21 tappe della Vuelta a España 2016, terzo grande giro della stagione che si svolgerà tra il 20 agosto e l’11 settembre.

Si comincerà con una coronometro a squadre in Galizia di poco meno di 30 chilometri. Tanti per una prova di questo tipo che permetteranno alle squadre più organizzate di fare sin da subito la differenza. Da non sottovalutare in ottica classifica generale. Primo appuntamento per i velocisti nella seconda tappa, con un arrivo favorevole a Baiona nonostante la tappa presenti comunque qualche difficoltà altimetrica. Arrivo in salita al Mirador de Ezaro nella terza giornata di gara: ascese breve ma impervia negli ultimi chilometri, in perfetto stile Vuelta. Sarà il primo confronto tra i big. Altro arrivo in quota il giorno seguente a San Andrés de Teixido: i chilometri finali non sono troppo duri ma è la prima salita lunga della corsa e potrebbe fare danni. 

Si potrà tirare il fiato nella quinta frazione, breve e sostanzialmente priva di difficoltà altimetriche. Un piccolo dislivello nel finale potrebbe mescolare le carte ma l’esito più plausibile è la volata di gruppo. Prima tappa veramente adatta alle fughe nella sesta, che dovrebbe dire poco per i big così come la settima in un trittico che può permettere di riposare.

E di freschezza ne servirà per l’ottava frazione, con arrivo a La Camperona, salita di 10 chilometri con una pendenza media del 6%: gli ultimi 3, però, sono un vero e proprio muro ben oltre il 15%, con gli ultimi 1000 metri a spianare sul 9-10%. Una rasoiata che metterà i big faccia a faccia, così come la salita di Alto del Naranco il giorno successivo. Meno impegnativa, arriva al termine di una frazione che per quanto breve sarà più intensa e potrebbe lasciare tossine nelle gambe degli atleti. Arrivo ormai classico ai Lagos de Covadonga per precedere il primo giorno di riposo: la decima tappa definirà in maniera definitiva la classifica generale dove rimarranno a condurre solamente i migliori dopo tre giorni destinati a segnare il destino della Vuelta. 

Nessuna tregua nemmeno quando il gruppo tornerà in corsa dopo il riposo, con la salita di Peña Cabarga come giudice dell’undicesima tappa. 6 chilometri a difficoltà crescente, con l’ultimo chilometro al 14% che fece da palcoscenico alla drammatica lotta tra Froome e Cobo nella Vuelta del 2011. Più facile la dodicesima con arrivo a Bilbao. Nonostante quattro GPM i velocisti potrebbero arrivare a giocarsi il successo in alternativa ad una fuga plausibile data l’altimetria di giornata. Tanto nervosismo previsto per la tredicesima frazione, che proprio da Bilbao si concluderà a Urdax-Dantxarinea dopo 212 chilometri, tanti per gli standard della corsa spagnola, senza respiro. Sette GPM, l’ultimo a 5 km dal traguardo a precedere una picchiata molto ripida che si concluderà quasi sulla linea d’arrivo per una tappa adattissima colpi di mano, anche in ottica classifica. 

Si va ad altissima quota nella 14esima giornata di gara, con 3 GPM di prima categoria a precedere l’arrivo in salita sul Col d’Aubisque, quasi venti chilometri di ascesa adattissimi agli scalatori che si trovano meglio su pendenze non esagerate, probabilmente le migliori per fare davvero la differenza. Si replica nella 15esima frazione, seconda domenica di gara con 120 chilometri tutti da compiere tra salita e discese con l’arrivo a Sallent de Gállego. Lunga ma non eccessivamente difficile, i big potrebbero decidere di studiarsi senza affondare il colpo sull’asperità finale. 

Prima del giorno di riposo, ultimo sforzo che toccherà ai velocisti con l’arrivo molto facile di Peñìscola. Ripartenza in salita nella giornata di mercoledì: l’arrivo di Llucena è l’ennesimo muro della Vuelta. Pendenze superiori al 10% per 3-4 infernali nella corsa alla maglia rossa e al paradiso. Ultima giornata facile nella 17esima frazione prima dello scontro finale tra i big. A placare le acque una volata quasi scontata a Gandia, con gli sprinter che poi avranno solo Madrid per tornare a sfidarsi. 

Trentanove chilometri sostanzialmente pianeggianti di cronometro individuale per la 19esima tappa, un bivio decisivo per la conquista della classifica generale. La differenza tra scalatori e specialisti può essere elevata ma la 20esima, prima della passerella finale di Madrid, può ancora rovesciare le carte. Un categoria Especial per decidere la Vuelta, l’Alto Aitana. A precederlo 4 GPM abbastanza facili, ma l’ascesa finale è lunga quasi 20 chilometri e pur senza pendenze stellari potrebbe decidere la corsa. 

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