Sci Alpino, Coppa del Mondo: la crisi dello slalom azzurro

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L’unica specialità nella quale l’Italia non ha ancora conquistato un podio in Coppa del Mondo in questa stagione sia al maschile sia al femminile è lo slalom (esclusi parallelo e combinata alpina). Uno zero che deve cominciare a far riflettere e che apre sicuramente una crisi di un settore dal quale ci si aspettava molto, soprattutto al maschile.

La squadra degli slalomisti sulla carta, insieme a quella della velocità, dovrebbe essere la più competitiva, ma in questi primi tre appuntamenti stagionali il podio è sempre mancato. Il miglior risultato fino ad ora è il quarto posto ottenuto da Giuliano Razzoli a Madonna di Campiglio.

Proprio dall’emiliano ci si aspettava il grande risultato a Santa Caterina, ma ancora una volta è arrivata un’uscita, la seconda stagionale dopo quella in Val d’Isere. Razzoli conferma di essere ancora troppo discontinuo e se in terra francese c’era stata anche un po’ di sfortuna (un palo gli è finito davanti agli sci), ieri due errori sia nella prima che nella seconda non gli hanno fatto terminare la gara.

Inizio di stagione molto deludente anche per Stefano Gross. È l’unico tra gli azzurri a partire nel primissimo gruppo di merito, ma attualmente sono state raccolte solo delusioni. Nella gara di Santa Caterina il 29enne di Bolzano non ha sfruttato l’occasione del pettorale numero uno, disputando una brutta prima manche. Il problema sembra soprattutto caratteriale, perchè nella seconda, con la testa ormai libera e con poca pressione, si è visto un buon Gross, capace di recuperare cinque posizioni e chiudere a ridosso dei primi dieci.

Da Manfred Moelgg e Patrick Thaler ci si puó aspettare di più, ma, vista anche la carta d’identità, non possono essere loro i trascinatori. Dopo una brutta prima prova, Thaler ieri nella seconda manche ha fatto davvero benissimo, recuperando sedici posizioni ed ottenendo punti importanti per poterlo far tornare tra i primi quindici della classifica di slalom; mentre Moelgg è caduto nella prima dopo poche porte.

Riccardo Tonetti si limita al “compitino”, continuando a qualificarsi per la seconda manche, ma manca sempre l’exploit improvviso, come succede spesso ad altre nazioni. Ieri si è visto anche Roberto Nani tra i pali stretti e il 27enne di Sondalo ha sfiorato la qualifica, dimostrando che comunque puó essere schierato nuovamente nei prossimi appuntamenti, anche se partirà per ora con pettorali altissimi e serviranno piste come quelle di Santa Caterina per sperare di entrare nei trenta.

Se al maschile c’è la delusione per una stagione molto sottotono, al femminile purtroppo si tratta di un film già visto e rivisto troppe volte. Non si intravedono spiragli per uscire da una crisi che nello slalom donne dura ormai da anni.

L’ultima vittoria risale addirittura ad otto anni fa e a conquistarla fu Chiara Costazza, che ancora adesso dovrebbe essere la nostra miglior interprete tra i pali stretti. Un condizionale che è d’obbligo perchè è ormai da svariate stagioni che la trentina non riesce ad unire due manche di livello. Addirittura a Santa Caterina la sua prova si è interrotta dopo pochissime porte, fotografia perfetta del momento dello slalom femminile.

Sia Irene Curtoni sia Manuela Moelgg sono due atlete dalle quali ci si puó aspettare qualche volta un buon risultato tra le prime dieci, ma già un piazzamento del genere verrebbe visto come qualcosa di eccezionale.

Anche le giovani faticano e davanti a loro manca una figura di spicco che possa le possa trainare e ad aiutare ad esplodere, anche perchè a livello juniores hanno vinto molto. Ci sarebbe poi anche Federica Brignone, ma la milanese tra i pali stretti non ha mai trovato continuità e il continuare a partire con numeri altissimi certamente non agevola il compito dell’azzurra.

 

 

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FOTOCATTAGNI

andrea.ziglio@oasport.it

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