Rally, Dakar 2016: la start list degli italiani a Buenos Aires. Alessandro Botturi per stupire

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“Buenos Aires-Rosario, il prologo 2 Gennaio 2016.” Ecco cosa legge chi, navigando su Internet o leggendo notizie attinenti alla Dakar 2016, vuol conoscere dove e quando avrà inizio il Rally Raid più importante del mondo. La maratona dei motori, nella sua 38esima edizione ed ottava in territorio sudamericano, attraverserà Argentina e Bolivia mettendo a dura prova, per 13 tappe, la resistenza fisica e mentale dei piloti. 9332 km di insidie, dal freddo degli altopiani andini (tappa 6 Uyuni-Uyuni) al caldo del deserto di Fiambalà (tappa 10 Belén-La Rioja). Saranno 12 tra le moto/quad e 4 tra le auto gli italiani al via di una Dakar che, ancor più di altre volte, richiederà velocità e capacità di navigazione per contrastare anche le cattive condizioni meteorologiche che mettono a rischio parte del percorso (clicca qui per saperne di più).

Nella numerosa spedizione italiana sulle due ruote spicca il nome di Alessandro Botturi, pilota ufficiale della Yamaha YZ 450 e numero 18 della start list orfana del vincitore 2015 Marc Coma, ritiratosi dall’agonismo e ora direttore sportivo del Rally, e capeggiata da Paulo Goncalves (Honda)Joan Bort Barreda (Honda) e Ruben Faria (Husqvarna). Botturi è alla sua quinta partecipazione tra le montagne e le dune argentine/boliviane e vanta un grandioso esordio nel 2012, in sella alla Husqvarna, e poi una serie di ritiri per problemi meccanici che gli hanno impedito di tagliare il traguardo finale di Rosario. Esattamente 12 mesi fa, una svolta importante per il ‘Bottu’, come lo chiamano tutti: l’arrivo nel team ufficiale Yamaha, dopo la partenza di Cyril Despres in direzione Peugeot e 4 ruote. Un cambiamento importante che, però come accennato, non è stato molto fortunato, visto il ritiro per noie al motore nella tappa di Uyuni. “L’anno scorso, per il poco tempo avuto per provare la Yamaha, non ero nelle prime posizioni. – chiarisce il driver della Casa di Iwata in un’intervista riportata sul sito ufficiale della competizione – “Quando il mio motore si è rotto dopo la tappa di Uyuni, ero 11 °assoluto. Avevo corso tutta la stagione 2014, con Husqvarna senza un’adeguata preparazione con la mia nuova moto per la Dakar 2015. Quest’anno mi sono allenato, dal punto di vista fisico,  nello stesso modo ma, rispetto al passato, ho corso diversi Rally internazionali come in Tunisia, Turchia, Sardegna,  Marocco e Merzouga (1 °) con la possibilità di confrontarmi con la maggior parte dei piloti migliori. Inoltre ho trascorso diverse settimane di preparazione nel deserto cercando di simulare la Dakar, per quanto possibile . Quest’anno la mia strategia sarà leggermente diversa perché voglio cercare di essere subito nelle prime posizioni. Credo che la seconda settimana sarà quella decisiva. Il mio obiettivo è quello di arrivare al traguardo e migliorare il mio risultato della Dakar 2012. Quest’anno è la prima volta che mi sento davvero fiducioso e pronto a lottare per un buon risultato“. Propositi importanti per il nostro portacolori che vuol stupire ed essere della partita per le posizioni che contano.

Venendo agli altri azzurri in gara, parliamo di Paolo Ceci, ingaggiato dall’Honda HRC in ottobre, che partirà con il numero 32 mentre Jacopo Cerutti, vincitore del Dakar Challenge 2015 in Sardegna in giugno, alla sua prima vera esperienza, su una Husqvarna ufficiale, sarà al via da 50esimo. Esordio anche per Simone Agazzi, numero 59, sempre in sella ad una Husqvarna mentre con il numero 80 ritorna Manuel Lucchese assente dalla Dakar da un paio di anni. Lucchese avrà una Yamaha del team Rebel X Sports.

Diocleziano Toia invece, affronterà i pericoli delle marathon dakariane su una KTM, sempre da privato, cioè senza poter contare su camion di appoggio o meccanici al seguito, avendo responsabilità sportive e gestionali e partendo con il numero 96. Il 119esimo della lista sarà il professor Federico Ghitti, insegnate universitario, che ritorna anche lui dopo qualche anno d’assenza per rimettersi in gioco in un viaggio a metà tra l’epico ed il folle. Ghitti sarà in sella ad una Yamaha, del team Mucchio Selvaggio. Ai nastri di partenza anche Francesco Catanese, alla sua terza partecipazione, che disporrà di una Yamaha 450 adattata alle sue caratteristiche fisiche particolari (2 metri) con l’assistenza tecnica dal team spagnolo Pedrega. 138esimo della start list e alla sua prima apparizione nella maratona del deserto,  Alessandro Barbero, in sella ad una Husqvarna ed infine chiude la pattuglia azzurra sulle due ruote Livio Metelli, numero 151, su KTM.

NeI quad troviamo Franco Picco con il numero 260 che partirà immediatamente dopo Camelia Liparoti su Yamaha, iscritta con nazionalità francese ma italiana di passaporto. Infine Juan Carlos Carignani italo/argentino, su Yamaha avrà il numero 278.

Un vero e proprio deserto, paragonabile alla citata tappa di Flambalà, la presenza italiana tra le auto dove sono solo 4 gli equipaggi iscritti:  Eugenio Amos su Polaris (numero 371), coadiuvato dall’iberico Rafael Tornabell, Gianpaolo Bedin a bordo di Audi (numero 387), Michele Cinotto (Maurizio Dominella) su Polaris (numero 389), ed infine Stefano Marrini (Stefano Sinibaldi) su Mitsubishi (numero 413). Per chiosare, nella categoria camion, alla voce “presenza del tricolore italico”, dobbiamo registrare il primo zero della storia.

START LIST ITALIANI MOTO

Alessandro Botturi (Yamaha)
Paolo Ceci (Honda)
Jacopo Cerutti (Husqvarna)
Simone Agazzi (Husqvarna)
Manuel Lucchese (Yamaha)
Diocleziano Toia (KTM)
Federico Ghitti (Yamaha)
Francesco Catanese (Yamaha)
Alessandro Barbero (Husqvarna)
Livio Metelli (KTM)

 

START LIST ITALIANI QUAD

Franco Picco (Can-Am)
Juan Carlos Carignani (Yamaha)

 

START LIST ITALIANI AUTO

Eugenio Amos (Polaris)
Gianpaolo Bedin (Audi)
Michele Cinotto/Maurizio Dominella (Polaris)
Stefano Marrini/Stefano Sinibaudi (Mitsubishi)

 

START LISTI ITALIANI CAMION

Nessun italiano in gara.

 

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Immagine: pagina FB Alessandro BotturI

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