MotoGP, Andrea Iannone: l’anno della verità. Top-rider o buon pilota?

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188 punti, quinto posto in classifica generale, 3 podi e 26 lunghezze dl vantaggio sul compagno di squadra Andrea Dovizioso. Stiamo parlando, ovviamente, della stagione 2015 di Andrea Iannone che, nella sua prima annata da ufficiale In Ducati, si è particolarmente distinto per la continuità di rendimento dimostrata. Doveva essere un 2015 di apprendistato per il pilota di Vasto ed invece, fin dal GP del Qatar concluso in terza posizione precedendo Jorge Lorenzo, ha iniziato a ritagliarsi un ruolo importante nel Team. Con il passare delle gare, infatti, mentre le quotazioni di Dovizioso hanno iniziato a decadere, per sfortune ed errori del driver di Forlì, “The Maniac” si è fatto largo nel gotha della top class, distinguendosi soprattutto nell’appuntamento di Philipp Island per l’eccezionale sorpasso all’esterno ai danni di Valentino Rossi e Marc Marquez. Una manovra da urlo che non possiamo che riproporre in un video dedicato.

La domanda da 1 milione di euro, ora, è la seguente: riuscirà Iannone a far meglio, dopo 12 mesi di esperienza, sfruttando anche i cambiamenti della categoria (gomme michelin ed elettronica con centralina unica uguale per tutti) ?

Dai test che si sono svolti nell’immediato post round di Valencia, ultimo del 2015, c’è ancora molto da lavorare per la squadra di Gigi Dall’Igna. Il feeling dei due piloti sulle nuove coperture francesi è ancora da affinare e l’ottava e quindicesima prestazione, nell’ordine dei tempi, mette in evidenza questa situazione. Tuttavia, le parole di Andrea, al termine delle prove guardano il bicchiere mezzo pieno: “Sono contento per come mi sono adattato alle Michelin: in generale penso di aver un’idea abbastanza chiara sullo stile di guida che bisogna utilizzare e sicuramente nei test del prossimo anno continueremo a progredire. Oggi abbiamo anche provato il software unico e alla fine è andata bene perché sono sempre riuscito a migliorare, e abbiamo fatto altre prove di ciclistica, utilizzando la moto come durante il weekend di gara. Sono abbastanza soddisfatto, ma non del risultato finale perché il mio obiettivo è di essere sempre tra i migliori, e invece il nono posto è al di sotto delle mie aspettative”. 

Un ottimismo figlio, probabilmente, delle certezze acquisite dal pilota italiano e dalle potenzialità del nuovo modello di Borgo Panigale che, in un certo qual senso, potrebbe giovarsi dall’aver già implementato alcune funzioni relative all’elettronica, con il dovuto anticipo rispetto alla rivali giapponesi. In più un fattore da non trascurare è rappresentato dalla presenza di Casey Stoner, nelle vesti di collaudatore. La velocità del campione del mondo 2007 e 2012 di MotoGP potrebbe spingere Ducati ad iscrivere Casey, attraverso una wild card, in alcuni GP, come ad esempio in Australia, anche per verificare la sua effettiva velocità. Uno stimolo più per fare valere, da parte dei tuoi piloti ufficiali, il proprio status di riferimento nel Team. Il 2016, a partire dal 20 marzo a Losail pertanto, emetterà le sue sentenze e scopriremo se il pilota abruzzese saprà fare un salto di qualità oppure no.

 

 

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Twitter: @Giandomatrix

Immagine: pagina FB Andrea Iannone

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