Golf, Joburg Open: dal Sudafrica può partire la risalita di Matteo Manassero

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L’European Tour 2016 resta in Sudafrica per il suo secondo torneo dell’anno, spostandosi da Ekurhuleni a Johannesburg per il Joburg Open. Si tratta della decima edizione della gara sempre in programma al Royal Johannesburg & Kensington GC e sempre in calendario dal 2007 a questa parte. Sei volte su nove a trionfare è stato un sudafricano, mentre le restanti tre sono andate all’argentino Ariel Canete, al danese Anders Hansen e all’inglese Andy Sullivan, detentore del titolo ma assente dal field.

I padroni di casa, dopo il recente South African Open, saranno ancora gli indiscussi favoriti per la vittoria finale. In prima fila parte senz’altro George Coetzee, insieme a Richard SterneErnie Els e a Jaco van Zyl, mentre c’è grande curiosità attorno a Brandon Stone, il giovane talento classe 1993 capace di trionfare una settimana fa davanti a nomi di ottimo livello. Tra i giocatori internazionali, proveranno a spezzare il dominio dei sudafricani gli inglesi Lee Slattery, David Howell, David Horsey e Tyrrell Hatton, il tedesco Marcel Siem e il nord-irlandese Michael Hoey.

Saranno ben sette gli italiani impegnati a Johannesburg, praticamente tutti coloro che hanno la carta piena per partecipare ai tornei dell’European Tour ad eccezione di Francesco Molinari. Fari puntati su Matteo Manassero e su come il veronese approccerà un’annata fondamentale per la sua carriera, dopo i clamorosi disastri del 2015. Cerca un exploit convincente Renato Paratore, che una settimana fa ha dilapidato le chance di Top 10 con un brutto ultimo round. Sulla scia di quanto di buono fatto a Ekurhuleni proverà a mettersi anche Nicolò Ravano, mentre Nino Bertasio può puntare ad un buon piazzamento ma a patto di trovare continuità sulle quattro giornate.

Devono necessariamente riscattare l’ultimo taglio, invece, Francesco Laporta ed Edoardo Molinari, con quest’ultimo chiamato a dare un segnale importante al pari di Manassero. La flotta azzurra è completata da Marco Crespi, che ha sfruttato le tante assenze per entrare nel field e giocarsi una ghiotta opportunità, essendo queste opportunità piuttosto rare senza la carta piena per il Tour.

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