Calcio – Serie A, Top&Flop 19esima giornata: provinciali in festa e nobili in difficoltà. Napoli sogna

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Potrebbe essere stata una giornata decisiva. Non in termini di classifica, bensì in fatto di certezze e ambizioni. Il Napoli torna a volare, chiude in vetta al termine del girone d’andata e si ricandida prima favorita allo scudetto. La Juventus continua il suo filotto (nove vittorie di fila) e ha un’impareggiabile forza mentale da big. L’Inter e la Fiorentina steccano: i nerazzurri un po’ a sorpresa, perché se è vero che il Sassuolo – rivelazione della stagione, finora, insieme all’Empoli – era da prendere con le molle, sono troppe le occasioni sciupate dai nerazzurri. I viola con demerito, contro una Lazio sempre più formato trasferta. Nel mentre, Roma e Milan salvano (per quanto?) le panchine di Rudi Garcia e Sinisa Mihajlovic concedendosi un tempo a testa in una gara resa frizzante solo dalle retroguardie ballerine, il Torino è in piena crisi di risultati e d’ambiente e il Verona rischia di scrivere la storia al contrario. I migliori e i peggiori del 19esimo turno di Serie A, con anche un record d’altri tempi.

TOP

Sogno Sarri: ecco il primo titolo, seppur virtuale, per i partenopei. Nessuno forse ci sperava più, ma il Napoli è campione d’inverno. Netto il successo a Frosinone contro una squadra dalla difesa oltremodo allegra per reggere la categoria. Impressionante il ruolino di marcia di Gonzalo Higuain: 18 reti in 19 partite, quasi una a gara, primato di capocannoniere già blindato e, adesso, tutto il girone di ritorno per confermarsi, magari anche fare meglio, ma soprattutto trascinare gli azzurri verso uno scudetto che manca ormai da troppo tempo. Nella monotonia dell’ultimo decennio, vedere il San Paolo in festa farebbe piacere a molti.

Campionato Capocannoniere Squadra Gol (partite)
Serie A Gonzalo Higuain Napoli 18 (19)
Premier League Jamie Vardy/Romelu Lukaku Leicester City/Everton 15 (20)
Liga Neymar/Luis Suarez Barcellona/Barcellona 15 (18)
Bundesliga Pierre-Emerick Aubameyang Borussia Dortmund 18 (17)
Ligue 1 Zlatan Ibrahimovic Paris Saint Germain 15 (20)

Tra i principali campionati europei, solo Aubameyang ha una media gol migliore a quella di Higuain (OA Sport)

Il record di Pasciuti: sono le storie che fanno bene al calcio. Si è parlato tanto, in questi mesi, dell’ascesa inglese di Jamie Vardy, da operaio e bomber part-time delle leghe minori a trascinatore del Leicester City di Claudio Ranieri in vetta alla Premier League. Lorenzo Pasciuti, nato a Carrara nel 1989 e in forza al Carpi dal 2009, non è nemmeno attaccante. Non ha segnato undici volte di fila come Vardy, ma con la stessa maglia il centrocampista biancorosso ha timbrato almeno una volta il proprio cartellino in tutte le categorie, dalla D alla A. Un record bellissimo, e soprattutto difficile, che purtroppo però verrà dimenticato presto dagli addetti ai lavori.

Sassuolo e Empoli, che stagione: la cavalcata dei neroverdi, forse, la si poteva anche prevedere. Si sa infatti la disponibilità economica del patron Giorgio Squinzi, che se volesse potrebbe allestire una squadra da vittoria dello scudetto, e si conoscono le doti di Eusebio Di Francesco in panchina, allenatore votato al calcio offensivo e con un tridente d’attacco micidiale. Quella dei toscani, una volta salutato Maurizio Sarri in favore di Marco Giampaolo, sei esoneri in carriera, molto meno. Anche perché la rosa era stata privata dei migliori giocatori dell’anno precedente. Invece, alla fine del girone d’andata, l’Empoli è settimo a quota 30 punti, uno in meno del Sassuolo sesto (con una gara in meno). C’è profumo d’Europa in provincia. Meritatamente.

FLOP

Nagatomo e Ljajic: c’è stato un momento, nella sconfitta dell’Inter in casa contro il Sassuolo, che proprio non è andato giù ai tifosi nerazzurri. Minuto 93: i due battono un corner corto, il giapponese serve il serbo che però è in fuorigioco. Un’ingenuità fatale che non solo fa sprecare all’ex capolista una potenziale occasione da gol su palla inattiva, ma che dà anche il via all’azione che culminerà con il rigore della vittoria firmato Domenico Berardi. E non importa se Nagatomo sia stato tra i migliori per le statistiche di tackle, palle recuperate e cross o se Ljajic abbia creato più di un pericolo – sbagliando solo la mira – dalle parti di Andrea Consigli. Certi errori si pagano cari.

Quagliarella-Torino verso l’addio: “Delle tue scuse ce ne freghiamo, adesso è ora che ci salutiamo“. “Non esulti dal 2001, per noi sei solo un 71” (nella tombola napoletana, l’omm ‘e m…, l’uomo di m…, ndr). Con questi due striscioni, la Maratona granata ha definitivamente scaricato l’attaccante campano dopo le polemiche per l’ennesima mancata esultanza di domenica scorsa al San Paolo. Il problema è che il sostituto di Quagliarella, Josef Martinez, nella sfida interna contro l’Empoli si divora tre gol facili facili. E ora il Torino, al terzo ko consecutivo, è in crisi nera sebbene la classifica (+7 sulla zona salvezza con una partita da recuperare) non sia ancora pericolante. Ma l’ambiente è scosso e non è un bene. Basterà la cessione di Quagliarella? E chi segnerà, poi?

Uno degli striscioni della Curva Maratona contro Fabio Quagliarella (foto Twitter Matteo Migliore)

Uno degli striscioni della Curva Maratona contro Fabio Quagliarella (foto Twitter Matteo Migliore)

Verona spacciato: otto punti in 19 partite, zero vittorie ed ennesimo scontro diretto perso. E’ saltato Andrea Malesani, un mese fa, ma nulla è cambiato. Gli scaligeri sono la peggior squadra dopo il girone d’andata nella storia della Serie A a 20 compagini. La retrocessione, ormai, è dietro l’angolo.

Di seguito i tre migliori giovani italiani dell’ultima giornata:

Gianluigi Donnarumma (Milan): ormai non fa quasi più notizia, ma il 16enne (!) rossonero è per l’ennesima volta tra i migliori della formazione di Sinisa Mihajlovic. Nell’1-1 contro la Roma salva in avvio su Sadiq e, con un riflesso pauroso, evita la doppietta di Rudiger aiutato anche dal palo. E’ sempre concentrato e dà fiducia al reparto. Argina con esperienza il crollo mentale di Alessio Romagnoli nel primo tempo. Poi, quando il Milan gioca meglio e addirittura sfiora il vantaggio, non corre pericoli.

Domenico Berardi (Sassuolo): un gol per tornare a sorridere dopo la squalifica. Non segnava in Serie A da fine ottobre, sempre a San Siro, ma contro il Milan. Il suo rigore – e la sua freddezza, perché Samir Handanovic è uno specialista nell’ipnotizzare i tiratori avversari – regala la vittoria al Sassuolo dei miracoli. E il 2016 può assumere tutta un’altra piega per il 21enne azzurro.

Manolo Gabbiadini (Napoli): entra al 21′ della ripresa a gara ampiamente decisa ma dimostra di valere un ruolo da gregario fondamentale negli azzurri che sognano il tricolore. Impiega cinque minuti per gonfiare la rete e lancia un segnale: non è solo l’uomo di coppa. Ma rimarrà al San Paolo? Il mercato è in fermento.

 

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Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Domenico Berardi

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