Calcio femminile, Mattia Martini in esclusiva: “Lo sport è sport e basta, indipendentemente dall’essere donna o uomo”

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Il 2016 è finalmente giunto e anche il campionato di calcio femminile di Serie A ha ripreso il proprio darsi sul rettangolo verde. Movimento delle donne che per tante ragioni, in Italia, ha ancora tante difficoltà e fatica ad emergere per i ritardi nelle riforme previste dal programma del Presidente della Figc Carlo Tavecchio. Una delle iniziative che, in qualche maniera, sono andate in controtendenza, ovvero si sono realizzate in breve tempo e stanno avendo un grande successo è senz’altro quella de  “La Giovine italia”, idea nata dalla redazione di SKY Sport volta a promuovere il calcio giovanile nostrano. Una lente di ingrandimento, sul versante dei talenti al femminile, l’ha data uno dei maggiori esperti in materia in Italia nonché manager e consulente di mercato, Mattia Martini che ha concesso ad OA un’intervista in esclusiva riguardo la produzione editoriale citata e le problematiche del calcio nel rapporto con le donne.

Come è nata l’idea di redigere “La Giovane Italia”?

“E’ stata un’idea del responsabile e conduttore dell’omonima trasmissione SKY Paolo Ghisoni e della coordinatrice editoriale Fabiola Rieti articolare quest’anno il libro de “La Giovane Italia, Gli U19 in cui crediamo” con una parte dedicata al Calcio Femminile, in particolare a trenta carriere di giovani U19, giocatrici futuri astri nascenti del tricolore. Lavorando io in tale progetto, in quanto curo la rubrica “Quotate in Rosa”, hanno quindi deciso di affidare a me tale compito, così, motivato e convinto di poter redigere una buona stesura, ho accettato l’incarico. Penso che scrivere sia un atto che lascia un qualcosa dentro e che permetta di riflettere il personale “Io” di ognuno, soprattutto se ci poni tutto il cuore e la passione che hai.”

Il libro si articola secondo una dettagliatissima scheda tecnica dei migliori prospetti del calcio maschile e femminile. E’ anche un modo, una volta tanto, per mettere il mondo degli uomini e delle donne allo stesso livello nello sport “pallonaro”?

Avendo la fortuna di compiere viaggi in numerosi paesi ho anche modo di confrontarmi con culture sportive differenti e varie. In Italia, solitamente, tendiamo ad utilizzare l’espressione ‘Calcio Maschile’ o ‘Calcio Femminile’, “Scherma Maschile” o “Scherma Femminile” e così via, applicando una categorizzazione di genere che è quasi automatica. Ma fuori di qui, in molte nazioni dell’Europa, non è così: seguono la Sharapova e Federer affermando “Andiamo a vedere una partita di tennis”, senza attuare distinzioni categoriali nella formulazione della frase stessa, si appassionano alla scherma senza dire ‘Guardiamo la squadra femminile della Vezzali’ o ‘Non perdiamo il podio della squadra maschile di Montano’. Insomma hanno un’altra cultura sportiva e sociale, sicuramente non improntata ad una divisione dei sessi. Lo sport è sport e basta: indipendente dall’essere donna o dall’essere uomo.”

La tua collaborazione per la stesura delle schede tecniche inerenti le giocatrici rappresenta una grande novità nel panorama calcistico italiano. Ritieni che manchi un po’, in Italia, la motivazione nel documentarsi e documentare sul calcio femminile? Questione di pregiudizi?

“L’ho spiegato precedentemente: in Italia vi è una classificazione per sessi nello sport, ma non solo, che inevitabilmente scade in stereotipi e pregiudizi. Da combattere e battere, da sradicare. Però, oltre la volontà di tutti, ci vorrebbero prese di posizioni da parte del “Ministero dello Sport”, “Della Cultura” e “Delle Pari Opportunità”.

Sappiamo, vista la tua esperienza passata di addetto stampa Viola, attualmente come Manager e Consulente di Calcio-Mercato, e le varie attività che ti vedono legate al “pallone in rosa”, della tua competenza nel settore. Ebbene si fa un gran parlare delle migliorie da realizzare per il movimento femminile: affiliazioni club maschili (Fiorentina) e professionismo. Che idea ti sei fatto?

“Vedendo ed avendo contatti con importanti squadre europee, come Barcellona, Bayern Monaco, Twente e così via, ed osservando l’importante lavoro di Fiorentina, sono fortemente favorevole all’unificazione di maschile e femminile, anzi, la trovo strettamente necessaria. Le calciatrici potranno vantare un’organizzazione e delle strutture capaci di valorizzarle come atlete e come donne, aspetto importante e necessario, ma soprattutto godranno di un supporto inimmaginabile in tutti gli ambiti della loro vita sportiva e non solo”.

Chi vincerà il campionato quest’anno?

Vincere è dura, ne vince solo una. Non se la devano prendere Brescia, Mozzanica e Verona… “Garrisca al vento il labaro Viola!”.

Quale giocatrice ritieni possa essere un crack nel panorama italiano futuro?

“Manuela Giugliano: tecnica, intelligenza calcistica fuori dal comune, colpi di genio a fulminare gli estremi difensori. Per me, da sempre, è il talento più cristallino che l’Italia si possa coccolare”.

In futuro, svilupperai altri lavori editoriali per il calcio femminile?

“E’ un qualcosa che sto analizzando e ponderando, se sarò ancora in Italia ovviamente. E tale pubblicazione e stesura, lo anticipo, sarà improntata sull’abbattimento degli stereotipi di genere nello sport”.

 

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Twitter: @Giandomatrix

Immagine: profilo FB Mattia Martini

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