Tuffi: Tania Cagnotto regina del 2015 italiano

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Non si può non partire da lei, per rivivere il 2015 dei tuffi italiani. Per Tania Cagnotto è stata probabilmente la miglior stagione della carriera, e dodici mesi fa sarebbe stato difficile prevederlo più per la carta d’identità della bolzanina (30 anni lo scorso maggio) che per le sue qualità atletiche e mentali, indubbiamente al top nonostante qualche acciacco di troppo.

Invece in estate la regina dei tuffi italiani si è esaltata tra Rostock (tripletta d’oro agli Europei, era successo solo a Torino 2009) e soprattutto Kazan. Dopo un sincro sottotono, terminato in quinta posizione, Tania Cagnotto ha scritto per l’ennesima volta la storia del suo sport battendo le cinesi Shi Tingmao e He Zi da 1 metro e laureandosi per la prima volta in carriera campionessa del mondo. Erano esattamente 40 anni che non risuonava l’inno di Mameli a una competizione iridata: l’ultimo a riuscirci fu infatti Klaus Dibiasi nel 1975 a Cali. Non sazia, anzi libera di esprimersi al meglio mentalmente, l’altoatesina figlia d’arte ha poi bissato la gioia con il bronzo da 3 metri – indicazione importantissima in ottica olimpica – e addirittura triplicato con un altro terzo posto, questa volta nel sincro misto con Maicol Verzotto.

Insomma, una stagione da sogno. E dire che alle World Series di febbraio la finale non voleva arrivare e qualcuno iniziò a storcere il naso. Ma Tania Cagnotto non ha più i 24 anni di Jennifer Abel, che può permettersi di volare a 375 punti già a dicembre con il doppio e mezzo avanti con due avvitamenti (coefficiente 3.4), e il suo fisico richiede allenamenti diversi e tempi di recupero più lunghi. Il lavoro dello staff che la segue è stato a dir poco perfetto e, con Rio 2016 sullo sfondo, nel nuovo anno la preparazione è stata anticipata (già con buoni risultati, i 353 punti di Torino e i 335 di Bolzano) in vista della Coppa del Mondo del 19-24 febbraio, ultima occasione per staccare un pass olimpico nel sincro con Francesca Dallapè.

VERSO IL BRASILE – Per rappresentare l’Italia ai prossimi Giochi, e provare a riscattare il quarto posto di Londra 2012, le due amiche dovranno risultare tra le prime quattro coppie in gara al test del Maria Lenk Aquatic Center escludendo Cina, Canada e Australia medagliate mondiali. Il compito non pare complicato, ma va da sé che giocarsi tutto in una gara presenta sempre una dose di imprevedibilità non da poco. La condizione dovrà essere perfetta – e poi non sarà semplice ritornare a lavorare per farsi trovare ancora meglio ad agosto – anche in fatto di concentrazione e sotto questo punto di vista la trentina dovrà dimenticare al più presto le delusioni della mancata qualificazione individuale (sfiorata nella semifinale mondiale prima e al Trofeo di Natale poi, sarà Maria Marconi l’altra azzurra a provarci) che in estate l’hanno portata a meditare persino il ritiro. La coppia più forte di sempre dei tuffi azzurri, sette ori europei di fila, non può e non deve avere paura di non prendere parte a Rio. A cui Noemi Batki (10 metri, bronzo europeo e finalista mondiale) è già certa di partecipare, mentre Michele Benedetti, Andrea Chiarabini, Giovanni Tocci, Maicol Verzotto e Francesco Dell’Uomo proveranno ad agguantarla tramite l’evento di febbraio.

GIOVANI – La grande novità del 2015 è nata quasi per gioco, durante gli allenamenti tra le gare degli Europei di Rostock. Tocci e Chiarabini, già medagliati agli Europei giovanili 2010 nel sincro, hanno dato vita a una coppia di alto livello – in grado di toccare i 425 punti in Italia e i 412 ai Mondiali – con una serie che in fatto di coefficienti ha poco da invidiare alla concorrenza. Tra il Grand Prix di Bolzano e gli Assoluti di Bergamo di luglio hanno superato i ‘titolari’ Michele Benedetti e Tommaso Rinaldi e, in Coppa del Mondo, tenteranno una (difficile) qualificazione olimpica che potrebbe rilanciare del tutto le ambizioni dell’Italia maschile, in costante crescita dopo il nuovo regolamento federale istituito l’anno scorso. In un’estate caratterizzata dalla divisione degli Europei, tra categoria junior (Baku) e ragazzi (Mosca), è infine arrivato il solo argento di Adriano Ruslan Cristofori da 3 metri, altro nome da tenere d’occhio per il futuro. Come anche il piattaformista Vladimir Barbu (classe ’98, già convocato per il 4 Nazioni e prossimo al collegiale a Cuba con i big della squadra) e le baby romane Chiara Pellacani (2002) e Giulia Vittorioso (2001), autrici di ottimi punteggi nell’ultima gara del 2015 solare.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: sito ufficiale Kazan 2015

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