Sci di fondo, staffetta maschile: Roland Clara l’unico punto interrogativo, ma non si vedono alternative

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Il superlativo inizio di stagione di Francesco De Fabiani e Federico Pellegrino ha già dato i suoi frutti nella prima staffetta dell’anno, in cui l’Italia ha colto un buon sesto posto a Lillehammer in un contesto di gara di altissimo profilo considerando le tre squadre norvegesi e le due russe al via. Un parterre che mette ulteriormente in risalto la prestazione degli azzurri soprattutto in ottica futura e main event (Mondiali e Olimpiadi), in cui ciascuna nazione potrà schierare soltanto un quartetto. E la nazionale italiana può vantare una base di partenza decisamente solida, come mai nelle ultime occasioni.

Detto di De Fabiani e Pellegrino, a questo punto potenzialmente interscambiabili dopo l’ottima performance in situazioni inedite in Norvegia, l’altra certezza è rappresentata da un Dietmar Nöckler affidabile e caparbio quando si tratta di tenere il passo dei migliori in seconda frazione. L’altoatesino rientra senz’altro tra i primi 25 al mondo in tecnica classica e, oltretutto, in staffetta si è spesso distinto per un atteggiamento encomiabile anche quando le gambe probabilmente non giravano come avrebbero dovuto. Tre frazioni su quattro, insomma, sembrano essere al sicuro e proiettano gli azzurri sempre in vetta alla lista delle outsider alla vigilia di ogni staffetta.

A destare gli unici dubbi sul rendimento, di fatto, è Roland Clara. L’altoatesino, in questo inizio di stagione, è apparso palesemente fuori condizione come spesso accaduto negli ultimi anni, in cui ha puntato spesso e volentieri tutto (o quasi) sul Tour de Ski ed in particolare sulla scalata al Cermis. A Lillehammer il carabiniere di Brunico è stato il peggiore dei quattro, facendo segnare il 12esimo tempo della propria frazione con il conseguente crollo della staffetta dal terzo al nono posto (sarà poi De Fabiani a farla risalire al sesto). Se c’è un anello debole, al momento, quello è proprio Clara, ma il 33enne di fatto risulta essere anche indispensabile per la squadra, in quanto insostituibile attualmente per qualità (è fuori forma, non finito) e per caratteristiche. In nazionale, del resto, non si vedono alternative credibili né in tecnica libera (il ruolo di Rollo) né in tecnica classica, con un possibile spostamento di De Fabiani a skating prima di liberare i cavalli di Pellegrino. In quest’ottica, qualcuno potrebbe azzardare il nome di Giorgio Di Centa dopo la convocazione del friulano per la tappa di Coppa del Mondo a Dobbiaco. A 43 anni, tuttavia, appare più un sogno che una soluzione percorribile.

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Foto: pagina Facebook FISI

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