Sci alpino, Coppa del Mondo: a Beaver Creek Fill sogna

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L’ottima condizione di forma dimostrata a Lake Louise unita all’eccellente rapporto con Beaver Creek: Peter Fill ha tutto il diritto di sognare prima del weekend statunitense di Coppa del Mondo di sci alpino.

Due podi in due giorni in Canada, il carabiniere di Castelrotto, che ha da poco compiuto 33 anni, arriva sulla Birds of Prey con un comprensibile carico di fiducia: qui ricordiamo infatti un altro “uno-due” da podio, con un duplice terzo posto nel 2013, e quattro quarte piazze conquistate nel corso degli anni. Insomma, per quanto sia una pista diametralmente opposta dalla Olympic Men’s Downhill, offrendo infatti pregevoli passaggi di difficile interpretazione tecnica, il tracciato degli “uccelli rapaci” sembra davvero essere in grado di regalare un’altra grande soddisfazione al veterano della nazionale azzurra.

Ma l’Italjet, si sa, ha più frecce nella propria faretra. Altri nomi intriganti sono ovviamente quelli di Dominik Paris, Christof Innerhofer e Matteo Marsaglia: partiamo proprio da lui, dal romano trapiantato a San Sicario che qui ha colto l’unico successo della carriera. Dopo quella vittoria e il secondo posto in Val Gardena, sono seguite stagioni non facili per l’atleta dell’Esercito, che non si è praticamente più ripetuto su quei livelli pur con i buoni segnali espressi nell’ultima stagione, dove tra l’altro fu ottavo proprio a Beaver: quale pista migliore della Birds of Prey per riprendere a volare?
Paris, invece, deve sfatare un tabù: la pista del Colorado non rientra infatti tra le sei in cui ha saputo centrare i finora dieci podi della sua folgorante carriera. Ci sono al massimo un quarto posto in libera e un quinto in superg, freschi proprio di un anno: a Lake Louise le prestazioni sono state di pochissimo inferiori a questo livello, a Beaver possono senz’altro tornare a valere i primi tre gradini.
Innerhofer, invece, a Beaver ha anche saputo vincere. Certo, nelle ultime due stagioni la Birds of Prey non gli ha regalato grandissime gioie: il debutto in Canada, su una pista poco favorevole, è stato senz’altro incoraggiante, dunque, realisticamente, nel prossimo weekend potrebbe puntare ad un duplice piazzamento nei primi dieci, un po’ come dovrebbe fare anche un Werner Heel in cerca di riscatto.

E il gigante? Un mese dopo l’opening stagionale, Roberto Nani ha tutte le carte in regola per provare ad insidiare nuovamente quel gruppo “non umano” che sul Rettenbach lo relegò ad un eccellente quarto posto rifilandogli però quasi 2” di distacco. Tutti gli altri possono puntare all’ingresso nella top ten, con particolare attenzione ad un Giovanni Borsotti che sembra avvicinare sempre di più quel risultato e ad un Luca De Aliprandini desideroso di riprendere il proprio brillante cammino dopo un inverno di stop forzato.

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foto: Marco Trovati Pentaphoto

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