Nuoto, Europei vasca corta Netanya 2015: Rivolta-Di Pietro, delfino mai così bello. 4×50 mista/mista tutta d’oro

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Nella seconda giornata dei Campionati Europei di vasca corta di Netanya 2015 (Israele), è stata la giornata dei tabù sfatati in casa azzurra. 3 medaglie come nel Day 1 che portano il bottino a 6 metalli di cui: 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi.

Cominciamo dalla gara più attesa alla vigilia. Quei 100 delfino che avevano visto Matteo Rivolta assoluto dominatore nei turni eliminatori e in semifinale con due primati italiani consecutivi e un 49.55 strabiliante. A far da contorno anche l’altro farfallista azzurro Piero Codia che, con il suo 50.19 si presentava con il terzo crono di ingresso per l’ultimo atto. Ebbene, la finale ha avuto uno sviluppo diverso dalle attese. Laszlo Cseh, atleta dal talento infinito, ha saputo ritrovarsi in uno stile che da qualche tempo è amico, come l’oro dei 200 farfalla dei Mondiali di Kazan 2015 testimonia, vincendo davanti al nostro Matteo con un tempo spaziale (49.33) e un’ultima vasca in 26.00 letteralmente volata. Un pizzico di amaro in bocca per Rivolta, guardando anche al peggioramento della sua prestazione (49.70) e al passaggio forse troppo veloce ai 50 (22.99 da record italiano di passaggio), che però non toglie nulla alla grande soddisfazione di un argento europeo in corta che mai aveva visto un italiano protagonista sui 3 gradi del podio. Un risultato che può dare fiducia al nuotatore varesino per il lavoro svolto, dopo il suo trasferimento a Roma e i cambiamenti che vi sono stati nella preparazione. Ora il target si fa decisamente più ambizioso e Netanya deve rappresentare per il 24enne lombardo una tappa di transito per qualcosa di ancor più importante, ovvero i Giochi Olimpici. Una tensione che, probabilmente, deve aver giocato qualche brutto scherzo anche a Codia, quinto con 50.48, decisamente più lento che in semifinale.

Come dicevamo una Nazionale che oggi ha conquistato successi in specialità distanti dalla tradizione. I 50 farfalla, in questo senso, rappresentavano proprio la distanza nella quale nessun rappresentante del Bel paese aveva potuto fregiarsi di un metallo. Ebbene ci ha pensato Silvia Di Pietro con il suo splendido bronzo in 25.26 a mettere “una pezza” allo scarno palmares del delfino veloce. L’atleta romana, classe ’93, è stata grandiosa, ottenendo il nuovo primato italiano in semifinale (25.22), valso il secondo crono delle finaliste, e poi concretizzando con un eccellente terzo posto in una delle finali a più alto contenuto tecnico. La presenza, infatti, di mostri come Sarah Sjöström, Jeanette Ottesen, Inge Dekker e Maria Sioban-O’Connor non rendeva certo agevole il raggiungimento di un traguardo simile. Silvia è stata abile a confermarsi su standard elevati, mai nuotati in precedenza, per arrivare sul gradino più basso del podio ed esultare con sguardo fiero verso la tribuna azzurra.

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