Nuoto di fondo: il tridente azzurro verso Rio 2016

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E’ stato un 2015 oltremodo positivo per il nuoto di fondo italiano, che pur senza medaglie mondiali nella specialità olimpica ha ottenuto tre pass su quattro per Rio 2016 – con il grande rammarico per l’errore prima di tragitto e poi di tattica firmato Aurora Ponselè – e vinto per la prima volta la Coppa del Mondo 10 chilometri femminile.

Senza dimenticare, ovviamente, l’oro di Simone Ruffini nella maratona dei 25 chilometri e il doppio bronzo di Matteo Furlan nei 5 – in una gara folle, più simile a un combattimento di lotta greco-romana che a una nuotata – e nei 25, cambiando invece strategia, risultando un prezioso alleato nell’assolo del marchigiano al termine di un egregio lavoro di squadra. Per questo, nell’analisi, impossibile non menzionare il ct Massimo Giuliani, in carica da oltre vent’anni e tra i più vincenti dello sport azzurro.

Simone Ruffini (al centro) e Matteo Furlan (a destra) oro e bronzo nella 25 km di Kazan

Simone Ruffini (al centro) e Matteo Furlan (a destra) oro e bronzo nella 25 km di Kazan

Il bilancio dettagliato post Kazan 2015 lo si trova qui. Nel pagellone multisport pubblicato qualche settimana fa, invece, ecco un bignami dell’anno nelle acque libere, abbellito anche dai tanti e soliti trionfi giovanili e solo parzialmente macchiato dalle difficoltà di Martina Grimaldi, sicura assente alle prossime Olimpiadi dopo il bronzo di Londra e in una piena crisi d’identità che l’ha portata a cambiare guida tecnica.

Adesso, tuttavia, il passato è già alle spalle. Per tre atleti il 2016 culminerà con il sogno olimpico e, ovviamente, saranno decisivi tutti i minimi dettagli. Dalla preparazione – fondamentale – al carisma, per reggere la tensione dei Giochi. Dall’esperienza alla tattica. Dall’avvicinamento all’evento (Coppa del Mondo sì o no? Partecipare a quali gare per trovare il giusto stato di forma?) all’alimentazione. Rachele Bruni, Simone Ruffini e Federico Vanelli sono pronti.

Questo arrivo mi ha regalato il sogno di una vita #Rio2016.Questo arrivo mi ha fatto capire quanto ancora ho da…

Posted by Rachele Bruni on Sabato 28 novembre 2015

 

Alla toscana va senza dubbio l’Oscar gioie e dolori del 2015. Due volte quarta ai Mondiali – nell’individuale 10 chilometri beffata da Ana Maria Cunha nelle ultime bracciate, nel team event comunque distante dal podio – e poi nuovamente di legno alla preolimpica di Rio ad agosto, si è riscattata al meglio in Coppa del Mondo, con quattro successi di tappa parziali e il titolo generale alzato a metà ottobre – con 30 mila dollari di montepremi – a Hong Kong.

In un’intervista rilasciata a OA Sport, Rachele Bruni ha svelato un particolare importantissimo delle prossime Olimpiadi: l’acqua di mare, fredda, potrebbe giocare un brutto scherzo a molte atlete. Lei – esperta – si trova a suo agio e, comunque, l’Italia preparerà l’evento al meglio con competizioni precedenti ad hoc. Il podio non è distante: ormai l’azzurra è tra le big della disciplina. Quanto agli uomini Ruffini e Vanelli non hanno lottato per il podio mondiale, ma il loro percorso di crescita era e rimane focalizzato su Rio 2016.

Il marchigiano, campione del mondo della 25 km, migliora soprattutto mentalmente gara dopo gara e si può ormai considerare quel leader del gruppo che mancava dai tempi di Valerio Cleri. Il lodigiano, invece, non avrà nulla da perdere, con la possibilità anche di instaurare con Ruffini un’alleanza di squadra potenzialmente temibile dalle altre nazioni. L’armonia è massima – e si ritorna alle lodi, meritate, al ct – e le possibilità per rimanere ottimisti ci sono.

La gioia di Federico Vanelli (a sx) e Simone Ruffini (a dx) subito dopo la qualificazione a Rio 2016 (foto Fin/DeepBlueMedia)

La gioia di Federico Vanelli (a sx) e Simone Ruffini (a dx) subito dopo la qualificazione a Rio 2016 (foto Fin/DeepBlueMedia)

Qualche nome da tenere d’occhio tra i rivali? Facile citare i medagliati di Kazan (la rivelazione statunitense Jordan Wilimovsky, il campione d’Europa olandese Ferry Weerman e l’immortale greco Spyridon Gianniotis da un lato; la tosta francese Aurélie Muller, la polivalente l’olandese Sharon Van Rouwendaal – entrambe allenate da Philippe Lucas – e proprio la padrona di casa Ana Marcela Cunha dall’altra), aggiungiamo anche Jack Burnell (Gran Bratagna) e Allan Do Carmo (Brasile) tra gli uomini e Haley Anderson (Usa) ed Éva Risztov (Ungheria) tra le donne. Senza dimenticare Keri-Anne Payne, la britannica che sta tornando ai suoi livelli pre flop di Londra ma che ancora deve qualificarsi (ci proverà a giugno in Portogallo). Saranno due gare intense e gli azzurri hanno tutto per recitare una parte da protagonisti.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Rachele Bruni

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