Judo: i ranking di qualificazione olimpica non sono un “exit poll”

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Qualche giorno prima del Grand Prix di Jeju, nell’annunciare gli atleti convocati per la prova sudcoreana e per il successivo Grand Slam di Tokyo, la Fijlkam ha pubblicato un comunicato stampa che non avrebbe avuto nulla di eccezionale, se non si fosse concluso così: “Prosegue dunque lo sforzo degli azzurri per scalare la World Ranking List, che è l’unica classifica ufficiale cui fare riferimento, in quanto l’OGQ (Olympic Games Qualifiers) è soltanto un’ipotesi, che tiene conto di parametri e quote continentali, come se le Olimpiadi si svolgessero domani, con la stessa valenza indicativa riconosciuta agli exit-pool (NB: abbiamo riportato il testo integrale parola per parola, malgrado si scriva exit poll).

Riteniamo questa informazione fuorviante, nonché in rotta di collisione con un nostro articolo nel quale sottolineavamo come Marco Maddaloni, seppur escluso da tutte le convocazioni per i tornei più importanti, fosse – prima di Jeju – il miglior italiano di 73 kg nel ranking olimpico. Con la competizione sudcoreana, Andrea Regis ha accumulato altri punti utili per la qualificazione a Rio 2016, ma il senso del discorso sulla natura dell’Olympic Games Qualifiers permane, e crediamo che debba essere fatta ulteriore chiarezza.

Il fatto stesso che sia la IJF (International Judo Federation) a pubblicare la classifica dovrebbe bastare a renderla affidabile, altrimenti sarebbe inutile pubblicare due classifiche distinte, così come dovrebbe rappresentare una prova sufficiente il fatto che gli stessi atleti guardino, con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici, sempre più al ranking olimpico rispetto al ranking mondiale. La stessa Fijlkam, poi, aveva affermato, in occasione dei Mondiali di Astana 2015, che in pratica solamente gli atleti virtualmente qualificati a Rio 2016 o vicini alla zona qualificazione sarebbero stati convocati, giustificando così le esclusioni che avrebbero provocato le dimissioni di Pino Maddaloni, e dunque dando implicitamente dignità al ranking olimpico. Inoltre anche le discussioni tra la il presidente Domenico Falcone ed il campione olimpico di Sydney 2000, per quanto ne sappiamo, si erano sempre basate sull’OGQ.

Ricordiamo ancora una vota, dunque, che l’OGQ considera già i punteggi decurtati del 50% per il periodo tra giugno 2014 e maggio 2015, ed esclude i risultati ottenuti nell’anno precedente: punti che, invece, i ranking mondiali riportano ancora, ma che di fatto non saranno validi quando bisognerà fare i conti per Rio 2016.

Cosa ha a che fare tutto questo con gli exit poll? Nulla. Gli exit poll, infatti, considerano un campione ridotto di popolazione per poi estendere a tutto l’elettorato i risultati dell’inchiesta, con un’affidabilità relativa. L’OGQ, invece, non è una proiezione dei punteggi, ma semplicemente tiene conto dei punti acquisiti fino ad ora. I judoka ci perdoneranno l’accostamento al calcio: se oggi la squadra del Napoli guida la classifica di Serie A, non è detto che questa vincerà lo Scudetto, ma è di fatto quella che ha al momento maggiori possibilità di riuscirci. E questo per il semplice motivo che i punti conquistati fino ad ora non potranno esserle sottratti, così come non verranno sottratti i punti conquistati fino ad ora dai judoka nel ranking olimpico. Al contrario, invece, alcuni dei punti che oggi vengono considerati dal ranking mondiale verranno poi decurtati con il passare dei mesi e dei tornei, per essere sostituiti da quelli delle nuove competizioni.

Sperando di aver chiarito la differenza tra ranking mondiale e ranking olimpico, ed i motivi per i quali il secondo viene ritenuto più importante in ottica qualificazione a Rio 2016, resta solamente da risolvere un dubbio: che senso ha la frase che la Federazione ha posto alla fine del suo comunicato stampa? A questo punto dobbiamo supporre che, probabilmente, la Fijlkam ha ritenuto necessario giustificare l’esclusione dalle convocazioni di Marco Maddaloni con una motivazione ufficiale, tuttavia non conforme all’effettiva valenza attuale dell’OGQ. Non possiamo infatti pensare che una federazione nazionale non conosca il regolamento, soprattutto nel momento in cui è necessario pianificare al meglio gli impegni degli atleti per conquistare i punti necessari alla qualificazione olimpica.

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giulio.chinappi@oasport.it

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