Giro di Lombardia 2015: una discesa per la gloria. Vincenzo Nibali si prende una classica monumento

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I veri campioni sono questi. Quelli che dopo un’annata tutt’altro che positiva, all’ultima gara che conta, mettono la propria firma, meritando solo applausi. Vincenzo Nibali è uno dei più forti corridori al mondo e non ci sono dubbi: ha riportato l’Italia nell’albo d’oro delle classiche monumento a sette anni di distanza aggiudicandosi il Giro di Lombardia. Una stagione deludente, dopo quella del trionfo al Tour de France. Non sono arrivate soddisfazioni nelle classiche di primavera, non è arrivata la riconferma alla Grand Boucle (nonostante un’ottima rimonta nell’ultima settimana con anche successo di tappa), è andata malissimo anche alla Vuelta (con la squalifica tanto discussa) e al Mondiale di Richmond (mai in gara). Lo Squalo non poteva accontentarsi del bis al campionato italiano, doveva sfoggiare la sua maglia tricolore in un’occasione più importante e ce l’ha fatta. 

Il plotone, partito da Bergamo, è stato per gran parte guidato dall’Astana, segnale che il siciliano volesse provarci. Già sul Muro di Sormano in molti si sono staccati, con un gruppo piuttosto ridotto guidato sempre dalla squadra kazaka, tutta al servizio del proprio capitano. Sul Civiglio è iniziato lo spettacolo della Maglia Gialla del 2014: uno, due, tre scatti, inutili vista la forma degli avversari (Esteban Chaves e Thibaut Pinot su tutti). Mai domo Nibali ci ha riprovato in discesa, suo terreno preferito, dove è riuscito a staccare il gruppetto degli attaccanti: curve splendide per il campione italiano, velocità altissime, mentre nel plotoncino alle spalle c’era uno splendido Diego Rosa a coprirgli le spalle. Sul San Fermo della Battaglia sono arrivate le prime difficoltà, con Dani Moreno in netta rimonta, ma i secondi di vantaggio erano molti e i chilometri al traguardo pochi. Magnifico il suo arrivo a braccia alzate a Como, con una bandierina dell’Italia che si è andata ad attaccare alla sua divisa tricolore.

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: RCS

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