Dakar 2016, i favoriti nella categoria auto. Caccia ad Al-Attiyah. Peterhansel guida la carica. Attesa per Loeb

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La 38esima edizione della Dakar promette scintille anche per quel che riguarda le auto. Il percorso, che si fa esponenzialmente più duro ed insidioso con il passare delle giornate, permetterà varie interpretazioni. Cerchiamo di capire quali piloti potranno recitare un ruolo da protagonista.

Indubbiamente il primo da annoverare è il campione in carica, ovvero il 45enne Nasser Al-Attiyah. Vincitore di due edizioni, tra cui quella del 2015 con cinque vittorie di tappa, il pilota del Qatar ha fame di nuovi successi. Nelle sue partecipazioni alla Dakar ha guidato diverse auto. Da Buenos Aires partirà a bordo di una Mini, con il suo fedele copilota francese Matthieu Baumel.

“Ho scelto la Mini per questo 2016 perchè è la miglior macchina per raggiungere il nostro obiettivo. Voglio raggiungere tutti i record della Dakar ed ho ancora un paio d’anni per riuscirci. Mi piace molto il nuovo tracciato. Perchè ho fatto tante gare? Per affrontare la Dakar bisogna arrivare dopo aver macinato tanti KM. L’anno scorso ho sofferto molto l’altitudine in Bolivia, per questo motivo quando torno in Qatar dormo in una camera iperbolica. Mi preoccupano le Toyota”.

Il noto colosso automobilistico giapponese punta forte su Giniel De Villiers. Vincitore della Dakar 2009 su Volkswagen, il sud-africano è l’unico che nel 2015 è stato in grado di contrastare Al-Attiyah. Il 42enne in questa stagione ha partecipato al campionato S2000 di Rally nel proprio paese assieme al copilota Dirk Von Zitzewitz.

“Abbiamo fatto passi in avanti rispetto alla passata edizione. Ne avevamo bisogno perchè la concorrenza sarà davvero straordinaria. La Mini è sempre al vertice e Nasser è sempre lo stesso Nasser che conosciamo. Le Peugeot sono migliorate anche se la loro affidabilità va misurata sulla strada. Spesso siamo criticati in quanto non corriamo molto durante la stagione, ma credetemi facciamo davvero tanti test. Mi aspetto giorni davvero difficili sulla sabbia argentina, nei pressi di Fiambala”.

Stephane Peterhansel è uno dei mostri sacri del Rally Raid più conosciuto al mondo. 11 volte campione, sei imposizioni tra le moto, il transalpino è riuscito a passare dalle due alle quattro ruoto mantenendo la stessa competitività. Il 50enne di Echenoz la-Meline sarà affiancato da Jean-Paul Cottret e proverà ad insidiare nuovamente i suoi rivali. “Mr Dakar”, appellativo quanto mai guadagnato, crede di poter tornare ancora una volta sul podio.

“Rispetto al 2015 la macchina è cambiata molto. Abbiamo sviluppato il motore e quindi il telaio, rendendo l’auto più stabile ed equilibrata. Oggi sappiamo di avere una macchina affidabile e veloce. C’è ancora qualche incertezza in quota e con condizioni climatiche avverse. Lotteremo sicuramente per il podio, non so se anche per la vittoria, dipenderà dagli errori non forzati degli avversari”.

Potrebbero inserirsi nella lotta per il podio anche due spagnoli.Carlos Sainz è uno dei pilastri portanti del progetto Peugeot, la cui ambizione corrisponde con la fame di sabbia e di montagne del nativo di Madrid. Sainz si metterà alla guida con accanto Lucas Cruz, con il quale vinse l’edizione 2010. Tale combinazione potrebbe rivelarsi vincente. Obiettivo principale è cancellare le delusioni portate dai ritiri delle passate kermesse.

“Non credo di essere stato sfortunato negli ultimi tre anni. Se non prepari adeguatamente la Dakar puoi andare incontro a problemi ed inevitabili ritiri. Lucas è un fantastico co-pilota. Con lui mi trovo davvero molto bene ed è un piacere condividere l’avventura con lui. Fare la Dakar con mio figlio sarebbe difficile. Per ora non ci penso, in futuro si vedrà”.

Attenzione ad una seconda Mini, guidata da Nani Roma. L’iberico ha scelto Alex Haro per sostituire il co-pilota di sempre, ovvero Michel Perin, passato a Mikko Hirvonen. Sarà la loro prima Dakar insieme. Entrambi sono chiari: l’obiettivo è salire sul gradino più alto del podio a Rosario.

“Ho vinto due anni fa e l’anno scorso ho lottato. Ora voglio vincere ancora. Sarà una Dakar molto competitiva quindi troveremo difficoltà non solo dovute alle asperità. Abbiamo un buon team ed una buona macchina, per questo sono fiducioso. A mio parere ci saranno 10-12 piloti in grado di lottare per la vittoria”.

La succulenta novità del 2016 è sicuramente l’esordio di Sebastien Loeb, secondo molti addetti ai lavori il più grande pilota di Rally di tutti i tempi. 78 vittorie nel WRC, Loeb arriva alla Dakar cercando di mantenere un profilo basso. Guiderà una Peugeot, scuderia che può contare su un dream team.

“Qualsiasi vettura di Rally è la mia casa, ma qui praticamente è un altro mondo. Qui sei da solo, non hai percorsi stabiliti, devi improvvisare. Ci vorrà anche del tempo per capire la macchina come ed in che modo risponde alle sollecitazioni. Quel che è certo è che un giorno voglio vincere la Dakar, lavorerò per questo”.

Un’altra leggenda del WRC, con 15 successi in bacheca, si affaccia alla Dakar con intenzioni belligeranti. Si tratta di Mikko Hirvonen. Il finlandese, su Mini, cercherà di confermare l’ottima tradizione del suo paese (4 vittorie per Vatanen e due per Kankkunen). Il 35enne tuttavia non vuole illudersi. Per vincere c’è bisogno di maturate un’elevata dose di esperienza.

“Ero alla ricerca di una nuova sfida e non c’è niente di meglio della Dakar. La sfida fisica è ciò che più mi interessa. Sarà diverso dalle mie abitudini. Nel WRC sappiamo tutto metro per metro, qui no. Bisogna stare al top fisicamente, perchè quando si è stanchi cala la lucidità, elemento essenziale in questa competizione. Dovrò trovare il giusto equilibrio tra velocità e ragione. Potrò contare sull’esperienza di Perin, che già mi sta aiutando molto. Sarei entusiasta di un ingresso in top 5, sono qui per imparare”.

Come detto nella presentazione dei favoriti per la categoria moto, i chilometri da percorrere ci faranno capire chi sarà ad alzare le braccia al cielo in quel di Rosario.

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Fonte foto: pagina Facebook Dakar 2016

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