Dakar 2016, i favoriti delle categorie camion e quad. I russi su Kamaz e la schiera Yamaha su tutti

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Soltanto 3 giorni allo start dell‘edizione 2016 della Dakar. Si parte da Buenos Aires con il prologo. Cerchiamo di scoprire quali piloti e quali team potranno recitare un ruolo da protagonista nelle categorie camion e quad, iniziando dai quadricicli di derivazione motociclistica.

Partiamo, per forza di cose, dal campione 2015, quel Rafal Sonik (Yamaha) che nella passate edizione disperse la concorrenza. Presidente della Federazione Polacca Quad, da lui fondata nel 2000, ha trasformato la sua passione in vittorie. “Super Sonik” non vuole soltanto difendere il suo titolo, ambisce alla perfezione, e ad essere ricordato come Coma, Despres e Peterhansel.

“Non parlo mai della vittoria. Sono superstizioso, e soprattutto per me vincere vuol dire essere perfetti. Il trionfo del 2015 deriva dagli errori commessi nelle passate edizioni. Per me la Dakar è innanzitutto una battaglia mentale. Devi essere lucido, bravo a non incappare in errori. Mi preoccupo dei fratelli Patronelli. Si aiutano tra di loro e sono estremamente calmi. La loro forza è la durezza mentale”.

La Yamaha si appresta ad essere il team padrone della prossima Dakar. I fratelli Patronelli sono indubbiamente due membri di punta del colosso nipponico. Marcos, due volte vincitore e due volte runner-up, torna sul quad ad dopo un anno di pausa. Argentino, avrà il supporto del calore dei suoi connazionali e del fratello Alejandro.

“Manco da un anno e mezzo. Volevo gestire l’attività di famiglia. Per questo non mi sono posto obiettivi. Voglio guidare come se fosse la prima volta. Il mezzo mi piace. Yamaha Argentina mi ha dato un Raptor 700 con delle ottime nuove sospensioni. Correre qui è qualcosa di unico, non solo per le rotte ma anche per il pubblico”.

Alejandro, al pari del fratello, è una celebrità in Argentina grazie ai suoi due successi. Anche lui ha passato del tempo gestendo l’azienza di famiglia, ma la voglia di tornare a gareggiare ha sopraffatto quella imprenditoriale.

“Sono pronto per la nuova avventura. Voglio ringraziare la Yamaha per il supporto, ed i tifosi per l’amore che mi regalano in ogni mia gara. La categoria quad sta salendo di livello, e di questo sono molto contento. La gara sarà dura, spero che in Bolivia il clima sia clemente”.

Secondo nel 2015, Ignacio Casale è pronto a dare battaglia. In Cile è un eroe nazionale dopo il successo del 2014. Il 28enne ha tutte le carte in regola per tornare al trionfo. Anche per lui il mezzo sarà lo stesso dei sopracitati.

“L’anno scorso volevo vincere, ma il mio corpo non era all’altezza. Tuttavia l’esperienza è stata utile. Ho imparato a controllare le mie ansie ed usare la testa in situazioni complicate. Per la prossima Dakar sono più rilassato. Il fatto di non dover difendere il titolo mi aiuta. E’ un peccato che il deserto cileno non faccia parte del percorso, sarebbe stata una parte favorevole alle mie attitudini. Dovrò pensare ad una nuova strategia. Sarà una grande competizione, specialmente considerando il rientro dei Patronelli e la partecipazione di Sonik”.

Passiamo ora ai camion. In questa categoria la familiarità con il mezzo assume un ruolo rilevante. Per questo motivo, a volte, la guida passa di padre in figlio, di zio in nipote. E’ il caso di Airat Mardeev, che otto anni dopo il secondo posto di suo padre, ha centrato addirittura la vittoria con il suo Kamaz. Nella prossima Dakar sarà lui l’uomo da battere. Sarà affiancato dai compagni di cabina Belyaev e Svistunov.

“Il segreto sta nel guidate il camion senza sottoporlo a stress importanti. Chi si ferma meno vince. Gareggeremo per il team, ci aiuteremo tutti. Avremo degli avversari molto forti. il team De Rooy si è rinforzato con l’arrivo di Loprais. Anche altri hanno lavorato molto bene. Inoltre in ogni Dakar compaiono nomi inattesi”.

Con l’arrivo di uno dei suoi maggiori rivali (Ales Loprais), il team De Rooy con ben 5 camion vuole riportare l’Iveco alla vittoria. Lotteranno appunto per il titolo sia il ceco che l’olandese Gerard. Gli altri equipaggi sono comunque agguerriti, con Federico Villagra in corsa per la top ten, e van Genugten e Pep Vila che ambiscono alla top 20, ma che saranno ottime spalle per i loro capitani.

“E’ davvero emozionante partecipare ad una Dakar con una squadra come questa. Lavorare sapendo di avere un rivale in meno è importante, ancor di più se questo rivale adesso è al tuo fianco. Mi piacerebbe che a vincere fosse il mio camion, ma se a Rosario sarà Ales a trionfare, tanto meglio”, dichiara De Rooy.

Infine, tornando ai camion Kamaz, parliamo di Eduard Nikolaev. Il russo, scuola Chagin, è uno dei favoriti. Squalificato nel 2012 per aver colpito un auto, Eduard ad oggi ha maturato la giusta esperienza per cercare di risalire sul gradino più alto del podio, dopo la grande vittoria e le lacrime del 2013. Il navigatore Yakovlev, ed il meccanico Rybakov (lo stesso del 2013), le sue spalle.

“Ogni uomo ha un ruolo fondamentale nella Dakar. La nostra priorità è quella di assicurare la vittoria alla squadra mediante prestazioni regolari e costanti. Nel 2013 vincemmo senza portare a casa neppure una tappa. Abbiamo sviluppato il camion seguendo il nostro credo. Non ci sono tante evoluzioni. Spero pagherà durante la Dakar”.

Mancano appena 3 giorni. La sabbia, le salite, la fatica, ci diranno chi può trionfare in questa difficilissima Dakar.

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Foto: Pagina FB Dakar

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