Ciclismo: Rio 2016, un’Olimpiade da sogno per gli scalatori

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I Giochi Olimpici, come tutti sanno, cadono una volta ogni quattro anni. E ogni quattro anni la stagione ciclistica, proprio a causa delle Olimpiadi, cambia. Non radicalmente, ma tutti sognano di mettersi al collo una medaglia a Cinque Cerchi.

Il percorso di Rio de Janeiro è particolare, per scalatori. Un’occasione più unica che rara per una tipologia di corridori che in questo periodo storico non sembra poter fare affidamento nemmeno sui Campionati del mondo, troppo spesso adatti a velocisti o corridori veloci in grado di reggere su brevi salite. L’ultimo Mondiale in cui i grimpeur si sono potuti giocare le proprie carte risale al 2013, quando Rui Costa vinse a Firenze al termine di una giornata da tregenda rimasta nel cuore agli appassionati di ciclismo.

All’epoca, con il portoghese, si giocarono le posizioni del podio Vincenzo Nibali, Alejandro Valverde e Joaquim Rodriguez. La stessa situazione potrebbe verificarsi ancora in Brasile, tra 8 mesi. Con loro potrebbe esserci anche Chris Froome, affiancato da Nairo Quintana e Fabio Aru, reduci dal Tour de France. Una sfida ad alti livelli sulle aspre rampe del percorso a Cinque Cerchi. Un vero e proprio trampolino di lancio, l’occasione di una vita per atleti che le opportunità come queste le possono contare sulle dita di una mano, forse anche meno. Soli cinque uomini a disposizione per ogni squadra, un gruppo destinato a sfaldarsi già dalle prime salite. Un lungo testa a testa tra i big, una sfida di sguardi e pedalate, di alleanze e tradimenti, di intese e incomprensioni.

Il 6 agosto è più vicino di quanto sembri, specialmente per una corsa che va preparata. Impossibile improvvisare, impossibile anche solo sperare di stare con i migliori se la condizione fisica non è al top. Tanti arriveranno in Brasile dopo aver corso il Tour de France, giocandosi la maglia gialla fino a Parigi. Tra questi i già citati Froome, Quintana e Aru, oltre ad Alberto Contador. Per lo spagnolo, l’occasione di chiudere in bellezza una carriera che ha già il sapore della leggenda. Nibali si presenterà a Rio dopo aver corso Giro e Tour: un rischio, ma potrebbe arrivare più riposato mentalmente sapendo di non avere l’obbligo di fare risultato in Francia. Oltre a questi nomi, tanti possibili outsider, tante possibili sorprese.

Tanti destini incrociati e pendenze da capogiro per la corsa in linea delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. E i migliori scalatori al mondo sono pronti a volare verso le medaglie.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Ufficio Stampa “Il Lombardia” RCS

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