Ciclismo: Mikel Landa, erede di Contador? 

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La Spagna, negli ultimi anni, ha sempre recitato un ruolo di primo piano nel ciclismo su strada. Specialmente per quanto riguarda le corse più impegnative altimetricamente, dalla Liegi ai Grandi Giri.

Non serve nemmeno specificare che Alberto Contador è stato uno dei migliori interpreti delle corse di tre settimane nell’era post-Armstrong. Dal Tour de France del 2007 al Giro d’Italia del 2015 una carriera ricca di successi e di imprese, cadenzate dal ritmo frenetico delle sue pedalate. Pura classe in salita, un attaccante nato per regalare passione e spettacolo al pubblico. Il 2016 sarà il suo ultimo anno in gruppo e la sua mancanza si sentirà, specialmente in Spagna.

Gli iberici, però sembrano aver trovato un sostituto all’altezza: Mikel Landa. Cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni in Astana, nonostante fosse chiuso da Aru e Nibali, lo spagnolo è passato al Team Sky. Un atleta particolare, capace di spingere il lungo rapporto in salita e di fare la differenza, nonostante palesi poi evidenti limiti nelle prove a cronometro.

Fino ad ora non ha mai corso un Grand Tour da capitano, ma ha chiuso il Giro sul podio con l‘impresa di Aprica e il miracolo sfiorato sul Colle delle Finestre. In Sky andrà a prendere il ruolo che fu di Richie Porte, come prima punta proprio in quel Giro d’Italia che l’ha lanciato tra i grandi. Porte ha sempre fallito, ma se i metodi della squadra dovessero applicarsi nel migliore dei modi i limiti di Landa sarebbero tutti da scoprire.

Un nome che tutti hanno imparato a conoscere, temere e rispettare. E sembra pronto per raccogliere l’eredità lasciata da Alberto Contador.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

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