Calcio: storica Alessandria in Coppa Italia. La squadra che fu di Gianni Rivera è ai quarti

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L’Alessandria sta scrivendo una grande pagina della sua storia recente. Il club piemontese – fondato nel 1912, celebre per aver plasmato un giovanissimo Gianni Rivera e tra i pionieri del football italiano – è da anni lontano dal calcio che conta e milita al momento nel girone A di Lega Pro, primo davanti all’ex capolista Cittadella per un solo punto.

Ma è in Coppa Italia che i grigi si stanno esaltando. Contro ogni pronostico, contro le assurde logiche di una manifestazione che si ostina a non cambiare formato in nome della tv (ma il seguito è comunque scarso) e degli incassi per i grandi club (ma a San Siro, nella gara serale tra Inter e Cagliari, il pubblico superava di poco le 10 mila unità), l’Alessandria ha battuto in trasferta due squadre di Serie A, raggiungendo i quarti di finale.

Termina la gara. Impresa dei Grigi a Marassi che superano il Genoa per 2-1 grazie alle reti di Marras e Bocalon. Si prosegue il cammino in TIM CUP. Genoa-Alessandria 1-2 #ForzaGrigi

Posted by Alessandria Calcio on Martedì 15 dicembre 2015

 

Come scrive TuttoMercatoWeb, era da 32 anni che una compagine di terza divisione – ai tempi si chiamava ancora Serie C – non raggiungeva tale traguardo. Nel 1983/84 fu il Bari a sognare in grande, battendo la Juventus poi tricolore e la Fiorentina prima di arrendersi in semifinale al Verona che, guidato da Osvaldo Bagnoli, la stagione dopo avrebbe vinto addirittura lo scudetto.

Pagine indelebili di un calcio che non esiste più, come del resto quello di Rivera (basti pensare all’attuale capitano e regista del Milan, Riccardo Montolivo) o del Quadrilatero Alessandria-Pro Vercelli-Casale-Novara, mito del calcio provinciale in salsa bagna cauda raccontato qualche anno fa da Luca Rolandi, giornalista de La Stampa, nel libro Quando vinceva il Quadrilatero. Gli anni d’oro del calcio piemontese 1908-1928” (Bradipo).

L’Alessandria gioca in Lega Pro, ma non sfigurerebbe in Serie A. E magari tra un paio di anni la potremmo pure trovare, nel massimo campionato. Quando nel gennaio del 2010 il Novara perse solo 2-1 agli ottavi di Coppa contro il Milan dominava in terza lega e, tempo due stagioni, a San Siro scese in campo nuovamente, quella volta con in palio i tre punti. Era il maggio del 2012 e – sempre per restare in tema epico – Filippo Inzaghi segnò la sua ultima rete da professionista.

La squadra di Angelo Gregucci sta vivendo un vero e proprio sogno: dopo il Palermo (al Barbera), anche il Genoa si è arreso (al Ferraris). Sono serviti i tempi supplementari a rendere il tutto ancor più leggendario, perché al vantaggio di Marras (46′) aveva risposto Pavoletti in pieno recupero. Alla fine ha deciso la contesa un gol di Bocalon – cresciuto nell’Inter primavera con Destro e Napoli – al 114′, prima di sei minuti di assalti rossoblu spazzati via dalla commovente difesa ospite.

Ora per l’Alessandria si aprono dunque le porte dei quarti di finale. Il tabellone dice o Roma o Spezia, e attenzione: non è che i giallorossi stiano vivendo il loro miglior momento di sempre. I liguri, che navigano a metà classifica in Serie B, domani alle 14.30 scenderanno in campo all’Olimpico con il tifo di tutta l’Italia del calcio nostalgico dalla loro parte. Sarà un’altra storia da raccontare?

Intanto, il 15 dicembre è la notte dell’Alessandria, di una città che si colora di festa nonostante quella divisa grigia che fa tanto retro e che rimanda al calcio in bianco e nero di tempi (migliori?) ormai persi. Chi ieri ha gioito per il Leicester City primo in Premier League, non può non provare lo stesso sentimento oggi per i piemontesi. Le storie sono diverse, l’happy ending è ancora tutto da scrivere, ma non capita tutti gli anni un’impresa del genere. Al pubblico piace e vedremo se la Lega Calcio saprà approfittarne.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Naked Football Tumbrl

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