Speed Skating, Coppa del Mondo Salt Lake City: Francolini e Giovannini su tutti in un’Italia che migliora

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La seconda tappa di Coppa del Mondo dello speed skating, a Salt Lake City, è stata tra le più spettacolari degli ultimi tempi: 4 record del mondo e un’infinità di primati nazionali che hanno illuminato la scena di un appuntamento ormai tradizionalmente ricco di emozioni.

In casa Italia, gli atleti si sono “adattati”, da un certo punto di vista, ad un contesto di così alta qualità, mettendo sul ghiaccio tante prestazioni interessanti. Partiamo dal risultato più importante, ovvero il secondo posto di Fabio Francolini nella Mass Start. Una conferma quella di Francolini che, dopo il “sorprendente” argento iridato di Heerenveen (Campionati Mondiali Singole Distanze 2015) sta prendendo sempre più dimestichezza con questa disciplina, simile alle specialità del pattinaggio a rotelle da cui proviene. Pluricampione europeo e mondiale nei roller, il 29enne si sta dedicando con maggiore insistenza al mondo del ghiaccio, come anche i risultati del Team Pursuit di Calgary o i miglioramenti sui 10000m, a Salt Lake, dimostrano. Un atleta, dunque, che in vista delle prossime Olimpiadi di Pyeongchang 2018 può rappresentare una delle frecce nell’arco del nostro ct Maurizio Marchetto ma non certo l’unica.

Il round nella capitale dello Stato dello Utah, ha messo in particolare evidenza, infatti, Andrea Giovannini nei 1500m e sopratutto nei 10000m. Nell’ultima prova citata, il giovane 22enne di Baselga di Pinè ha migliorato il record nazionale di nientepopodimeno che Enrico Fabris, (13:10.60) stabilito il 19 Marzo del 2006 a Calgary, abbassando il proprio personal best di ben 55 secondi, da 14:02.77 a 13:07.20. Una crescita esponenziale quella di Giovannini che già in Canada, con il suo primato nei 5000m, aveva dato segnali significativi sulla sua condizione. Negli States, la portata della prestazione è tale che è impossibile non rimarcare la bontà del lavoro del trentino, del prof. Marchetto e il suo sfatt che sembrano, davvero, aver trovato la chiave di volta in uno skater di grande talento. I prossimi weekend di Coppa del Mondo e ancor di più gli Europei e Mondiali ci diranno quali sono ancora i margini di crescita di un Giovannini che, rispetto all’anno scorso, sta facendo dei passi da gigante.

Riscontri positivi che, tuttavia, non riguardando essenzialmente i due nomi citati. David Bosa e Francesca Lollobrigida sono gli altri due atleti nostrani che si sono ottimamente disimpegnati nel weekend stelle e strisce, entrambi nuovi primatisti nazionali, rispettivamente sui 500m e 5000m. Il velocista di Moena, ha abbassato il suo record, fatto segnare già a Calgary in 34.80, pattinando sul crono di 34.79 e conquistando una degnissima quinta posizione nella Divisione B. Per quanto concerne Francesca, i 5000m sono valsi, come detto, anche per lei un miglioramento del limite tricolore in 7:09.37, di 4 secondi inferiore rispetto al tempo precedente, portandola nella top10 della categoria numero 2. Alla Lollobrigida, se vogliamo, è mancato l’acuto nella sua gara preferita, ovvero la Mass Start, in cui non è riuscita ad andare oltre l’11esimo posto finale ma, per i tanti cambiamenti che l’azzurra ha avviato in fatto di allenamenti e il trasferimento in Olanda, è lecito essere pazienti, attendendo che la sua condizione migliori.

Riscontri confortanti che però debbono fare i conti con un livello generale incredibilmente alto. Se pensiamo, ad esempio, che il record nazionale di Giovannini ha portato il 22enne “solo” in ottava posizione nella graduatoria della Divisione A, ciò fa capire come sia difficile emergere contro squadre fortissime come gli Usa, la Russia, l’Olanda e il Canada. Nazioni che dispongono di atleti capaci di migliorare primati mondiali, guardando ad esempio al canadese Ted-Jan  Bloemen sui 10000m (12:36.30 e abbassato il primato di un certo Sven Kramer) o alla coppia statunitense, al femminile, Heather Richardson e Brittany Bowe che si sono scambiate, da Calgary, i primati del mondo dei 1000 e 1500 metri (Richardson 1:50.85 e Bowe 1:12.18), senza dimenticarci del fenomeno russo Pavel Kulizhnikov, primo uomo nella storia a scendere sotto i 34″ (33.98) nella specialità dei 500m.

Sognare, quindi, non costa nulla però è opportuno evitare facili illusioni perchè il percorso verso le vette mondiali è irto di ostacoli e servirà tanta applicazione fisica e mentale dai nostri ragazzi, se vogliono davvero aspirare a traguardi sempre più ambiziosi.

 

RISULTATI COMPLETI

CRONACA DAY 3 SALT LAKE CITY

CRONACA DAY 2 SALT LAKE CITY

CRONACA DAY 1 SALT LAKE CITY

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Immagine: profilo FB Andrea Giovannini

Twitter: @Giandomatrix

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