Sci alpino, Coppa del Mondo: Italia, quanti sorrisi


Federica Brignone Alessandro Trovati Pentaphoto

Tre podi in tre giorni. Non solo: la costante sensazione, con l’ovvia eccezione dello slalom femminile, di avere una squadra a più punte, capace di andare a bersaglio con diverse frecce. Al giro di boa della trasferta americana di Coppa del Mondo, l’Italia dello sci alpino può ampiamente sorridere.

Per cavalleria partiamo dalle ragazze. In tanti aspettavano Federica Brignone alla prova del nove: dopo la vittoria di Sölden, la valdostana andava a caccia di una conferma cruciale sulle nevi del Colorado. E la conferma è arrivata, pur con una seconda manche non ottimale e anche grazie al regalo confezionato e firmato da Mikaela Shiffrin: terzo posto, un altro podio, leadership nella coppetta di specialità mantenuta. Avanti così, dunque, e avanti così anche per una Manuela Moelgg semplicemente ammirevole per essere tornata a livelli da cui mancava da ormai tre o quattro stagioni: nessun rammarico per il podio sfiorato, ci sono dei quarti posti “belli” e questo è uno di tali casi, perché deriva da una prestazione garibaldina, orgogliosa e tecnica. A proposito di tante frecce: se la trentaduenne cresciuta al Plan de Corones può ripartire da lì per una stagione di altissimo profilo, l’intera squadra di gigante regala conferme importanti. Una squadra talmente completa da potersi permettere anche le sbavature nella seconda prova di Francesca Marsaglia e Irene Curtoni senza inficiare un risultato complessivo davvero buono: oltre alle due già citate, altre tre ragazze entrano nelle quindici (sì, da Nadia Fanchini ci si attendeva di più, ma le sue nevi devono ancora arrivare) e Sofia Goggia bissa il sedicesimo posto inaugurale proseguendo senza strafare sulla via della rinascita.

Foto: Alessandro Trovati Pentaphoto

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