Olimpiadi Rio 2016: il Fort Copacabana

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Il nome di Copacabana rimanda istantaneamente alla spiaggia dei sogni, all’oceano selvaggio, alla sabbia cristallina che non trova eguali da nessun’altra parte del mondo.

Eppure, una delle più celebri località turistiche a livello globale ospiterà una buona parte del fittissimo programma delle Olimpiadi di Rio 2016, ospitando ben quattro impianti: tra questi, oggi analizziamo il Fort Copacabana, Siamo ovviamente sul lungomare, lì dove c’è l’omonima base militare aperta al pubblico, che contiene al proprio interno il Museu Histórico do Exército e due cupole caratterizzate da cannoni da 305 e 190 mm. Oltre un secolo di storia sulle spalle, la base s’interseca a pieno titolo con la storia brasiliana, se è vero che da qui partì il movimento tenentista il 5 luglio del 1922 la cui epopea si concluse con la repressione nel sangue dei giovani ufficiali.

Con una capienza di 5000 posti e un investimento di oltre 9 milioni di dollari, il Fort Copacabana si prepara a fungere da sede di partenza e di arrivo delle gare in linea di ciclismo su strada, nonché da stadio per il nuoto di fondo e per il segmento natatorio del triathlon. Nelle Paralimpiadi, la stessa struttura sarà utilizzata per la maratona e per il triathlon.

Quest’estate, il Daily Mail e altri quotidiani hanno lanciato l’allarme sull’inquinamento delle acque della baia prospiciente al forte: numerosi, infatti, i canali di scarico delle acque reflue che ne compromettono la qualità. Il Governo brasiliano ha dichiarato di non essere in grado di rispettare l’impegno preso in precedenza, ovvero la riduzione dell’80% dell’inquinamento: atleti e turisti dovranno così essere costretti a vaccinazioni di massa per non contrarre preoccupanti agenti patogeni. Forse Copacabana non è più la celebre spiaggia dei sogni…

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marco.regazzoni@oasport.it

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