Nibali, Froome e Contador contro Aru, Quintana e Landa. Nel 2016 la nuova generazione scalzerà la vecchia guardia?

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Il 2016, in ambito ciclistico, potrebbe essere un’importante stagione di transizione. I grandi sfidanti degli ultimi anni iniziano ad accusare il peso degli anni, mentre la next generation di corridori da Grandi Giri preme sull’acceleratore e vuole prendersi il palcoscenico e le vittorie più prestigiose.

Questo sarà l’ultimo anno di Alberto Contador, un ultimo valzer con il grande obiettivo di conquistare il Tour de France che gli manca ufficialmente dal 2009 (quello del 2010 gli è stato revocato). Troppo tempo per colui che viene indicato come il più forte corridore da corse di tre settimane del post-Armstrong. Nel 2015 ha vinto il Giro ma gli servirà molto di più anche solo per provare a vincere la Grande Boucle.

Per quanto ancora relativamente giovani, Vincenzo Nibali e Chris Froome non possono più essere considerati come astri nascenti del ciclismo mondiale. Entrambi sono arrivati al top e non vogliono lasciarsi superare dai più giovani, per quanto rampanti. Il prossimo anno dovrebbero avere obiettivi diversi: Froome, come da tradizione, dovrebbe puntare sul Tour mentre Nibali sembra indirizzato a puntare sul Giro per poi correre la Boucle in preparazione ai Giochi Olimpici. Entrambi, però, avranno gli occhi puntati sullo specchietto retrovisore: le nuove leve arrivano.

È difficile etichettare Nairo Quintana come giovane ma stando a quanto dice la carta d’identità deve ancora compiere 26 anni. Pur senza vincere, al Tour di quest’anno ha dimostrato di potersela giocare con Froome: per il 2016 l’obiettivo è quello di strappare la maglia gialla dalle spalle dell’inglese. Un’impresa possibile per quello che può essere considerato lo scalatore più forte al mondo, specialmente nell’arco della terza settimana di gara.

Fabio Aru, che ha la stessa età di Quintana, dovrebbe a sua volta correre il Tour anche se per il sardo si tratterebbe di un debutto nella corsa francese. Un passo importante dopo il podio al Giro e la vittoria alla Vuelta conquistata dopo una strenua battaglia con Tom Dumoulin, altro atleta giovane e interessante in ottica futura. Aru ha ancora dei limiti ma i margini di crescita ci sono. Difficile possa subito lottare per la gialla, ma da lui è lecito attendersi quantomeno una prova battagliera.

Mikel Landa ha fatto passi da gigante negli ultimi mesi fino ad imporsi come uno dei più forti scalatori al mondo tra Giro e Vuelta. Sempre secondo ad Aru nelle gerarchie di squadra ha deciso di cambiare squadra accasandosi al Team Sky, dove dovrebbe avere la possibilità di correre il Giro da capitano. Anche per lui si tratterebbe della prima volta, un battesimo di fuoco probabilmente contro Nibali: qui si capirà di che pasta è fatto lo spagnolo, che fino ad ora ha sempre beneficiato di minori attenzioni da parte di media, pubblico e avversari.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Valerio Origo

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