MotoGP, il ‘triplete’ di Jorge Lorenzo nel Mondiale più discusso di sempre

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Dopo Sepang, il titolo 2015 della MotoGP poteva perderlo solo lui… e non lo ha perso.
Jorge Lorenzo non ha commesso errori fatali, ha mantenuto l’auto control e si è comodamente issato per la terza volta in carriera sulla vetta della massima categoria del Motomondiale con la sua amata Yamaha YZR-M1, quinto alloro personale complessivo, se consideriamo anche le corone in 250cc del biennio 2006-2007, su Aprilia.

Non ha vinto il pilota che ha conquistato il maggior numero di podi stagionali (Rossi con quindici, tre in più del team mate) bensì quello che ha portato a casa più GP, sette. Ha vinto colui il quale non riesce ad entusiasmare le folle come altri colleghi, per carattere e “monocordicità” in pista, in compenso si è laureato Campione uno che al sabato, e quando si è trattato di seminare la compagnia in fuga, è andato forte come pochi. Come nessuno, quest’anno. Pensate, Jorge Lorenzo è il primo Campione del Mondo della storia a non essere mai stato primo da solo in vetta alla graduatoria generale durante la stagione. Ciò la dice lunga su quanto sia stato decisivo l’episodio di Sepang nell’economia dell’intero Campionato…

Valentino Rossi è – e sine die lo sarà – un esempio di pilota “totale”: esperto, scaltro, camaleontico, talentuoso, veloce, personaggio sulla moto e nella vita. Un predestinato a diventare mito imperituro dello sport universale. Eppure, l’ha spuntata il più giovane degli yamahisti Movistar, probabilmente il più bravo a districarsi fra le vischiose maglie delle provocazioni agonistiche nei momenti cruciali, nonostante il Dottore sia stato perfetto nello sfruttare le situazioni di gara bagnata o “ibrida”, lasciando allo Squalo che non ama l’acqua solo briciole impregnate di delusione e rabbia. Fino all’ultimo GP, campione inarrivabile.

Ci vince ha sempre ragione chi perde ha sempre torto, si suole dire, tuttavia questo Mondiale sui generis verrà ricordato per un bel po’ di tempo come il più discusso – oltre che tra i più vibranti – d’ogni tempo. Di conseguenza, Lorenzo ha sì sopravanzato tutti, materialmente, ma al netto delle immateriali considerazioni e dei giudizi di appassionati e addetti ai lavori verrà ricordato come quell’eccellente centauro spagnolo che vinse sfruttando una pesante penalizzazione del diretto concorrente proprio nella gara decisiva. E, forse, anche altro.

Poi, chissà, magari un giorno Marc Marquez aggiungerà un illuminante corollario al suddetto enunciato che non potrà mai essere del tutto dimostrato…

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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