MotoGP, GP Valencia 2015: sarà davvero scontro tra schieramenti? Marquez e Iannone più “chiacchierati” dei duellanti Yamaha

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La tonnara mediatica che ha scandito l’arco di tempo andato dal fattaccio di Sepang ad oggi ci ha fatto vedere e ascoltare di tutto e di più. Anzi, di troppo. Minacce, aggressioni fisiche o presunte tali, denunce, petizioni a sfondo nazionalista e para-sessuale, populiste manifestazioni di piazza, diecimila angolazioni diverse (ergo, punti di vista soggettivi) del medesimo episodio, dichiarazioni ambigue circa pseudoalleanze tendenti alla “giustizia fai da te”, ricorsi ufficiali e via discorrendo. Ma l’accaduto è irreversibile, sono le inesorabili leggi delle dinamiche spazio-temporali che dominano la vita terrena a sancirlo.

Ora non resta che sperare. Auspicarsi che venga reso agli appassionati di tutto il mondo e di ogni schieramento campanilistico il diritto di divertirsi, di assistere ad un’avvincente contesa conforme alle regole, di tifare “urbanamente”. Tanto ormai non vincerà più il migliore in senso assoluto: il dado con le facce sporcate dal danno d’immagine generalizzato è stato tratto, il Rubicone della decenza varcato e i “cesari” al comando di questa triste spedizione non riusciranno a lavare mai completamente le macchie purtroppo già stampate a fuoco sui loro curricula. Non solo professionali…

In attesa del verdetto del TAS, l’ultima uscita in ordine di tempo è stata quella di Andrea Iannone a Fuori tempo che fa, una “promessa” di alleanza (solo verbale, quindi suscettibile della forza del vento…) in grado compensare parzialmente i timori di tutti i rossiani che Marc Marquez possa in un sol colpo – leggasi pure strike – eliminare la concorrenza italica e regalare alla Spagna, a Valencia un’irrefrenabile gioia nazionalpopolare.

In tutta onestà, riesce difficile immaginare un epilogo simile. Questa è tutta gente professionista, certo un po’ meno “professionale” di recente, che si dovrebbe svergognare – ulteriormente – in mondovisione, e per poter poi dire cosa? Di aver vinto o fatto vincere giocando lercio? Una domenica da “leone” non pareggerebbe giammai una carriera da serpe, scorpione o qualsiasi altro animale dell’arca di Noè simbolo di infamia, tradimento, meschinità, perfidia.

Se rimonta-miracolo dovrà essere, che possa avvenire in maniera onesta e “naturale”. Tanto i soliti sospetti porteranno aprioristicamente ad individuare il Keyser Söze della situazione; da osannare o crocifiggere, a seconda dello schieramento d’appartenenza. Sembra una condanna, e in effetti lo è: comunque vada a Valencia, le polemiche e i dubbi sopravviveranno.

Quante volte avete letto negli ultimi cinque minuti scarsi il nome degli unici, reali protagonisti che si stanno giocando il titolo 2015 della MotoGP…? Ecco, questa cifra indica in modo fin troppo eloquente quali siano le premesse che ci accompagneranno sotto braccio (sono banditi altri arti d’accompagnamento!) verso l’ultimo GP della stagione.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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