F1, GP Messico 2015, le pagelle: Team Mercedes insaziabile. Ferrari da incubo, messicani da applausi

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LE PAGELLE DEL GP DEL MESSICO DI F1

Mercedes: 10. Insaziabile. Nonostante siano già a Brackley tanto il titolo piloti quanto quello costruttori, è arrivata la decima doppietta stagionale. Finalmente Nico è riuscito a fare il “cappotto” a Lewis, dopo le tre cocenti delusioni consecutive di Suzuka, Sochi e Austin – oltre alle tante altre scoppole rimediate in giro per il mondo, quest’anno – ed è stato sinceramente bello vederlo raggiante a fine gara. Perché è impossibile non provare tenerezza per un Calimero o un Fantozzi o, battute a parte, per un ragazzo di trent’anni educato e pacato nonché pilota di tutto rispetto con la sfortuna di condividere il box con Hamilton. Ferrari & C. dovranno lavorare parecchio quest’inverno per mettere in discussione la granitica leadership delle Frecce (al cianuro) d’Argento.

Ferrari: 0. Per “rispettare” il numero dei punti nel pallottoliere rosso. Vettel è strasfortunato, prima, fallosamente aggressivo, poi; Raikkonen ha raccolto la proverbiale “tempesta” dopo aver seminato “vento”, a scapito del connazionale Bottas, a Sochi. Il lavoro dei meccanici, dopo la doppia sostituzione cambio/motore, è stato come sempre straordinario, pesa però per l’esito della gara: Kimi s’è visto abortire la possibile rimonta-capolavoro, Vettel avrebbe potuto centrare un altro bel podio, a Maranello sono arrivati zero punti… Primo doppio ritiro dell’anno (non accadeva dal 2009!). Una domenica da incubo, candidabile come sceneggiatura per il prossimo lavoro del cineasta sangre mexicano Robert Rodriguez.

Red Bull: 8,5. Kvyat e Ricciardo encomiabili. Sempre concentrati e competitivi, dal venerdì alla domenica, eppure i mezzi attuali non garantiscono la costante, necessaria solidità; anzi, ad oggi non è garantito nemmeno il futuro con la scuderia anglo-austriaca, a ‘sti due “poveracci”! Il quarto e quinto posto di Città del Messico sanno tanto di salutari bollicine per i capoccioni bibitari decisamente sgasati…

McLaren: 0. Scusateci ma siamo un po’ a corto di aggettivi… Alonso ancora una volta desaparecido, Button al via solo per onor di firma: 70 posizioni di penalità sulla griglia di partenza per sostituzione componenti motoristici (non partecipando nemmeno alle qualifiche), ammesso alla gara dagli steward, terzultimo fra i piloti che hanno tagliato il traguardo. Umiliazioni senza fine, staccate la spina per favore…

Bottas: 9. Secondo podio stagionale, dopo la battaglia – persa – della guerra civile finlandese in terra di Russia e il ritiro negli USA. Medaglia di bronzo messicana dal peso specifico “maggiorato”: primo degli umani, (ab)battuto il connazionale Raikkonen, con lecita appropriazione del quarto posto nella generale inclusa nel prezzo. Un GP che ha dato una bella Botta…s di fiducia a Valtteri!

Perez: 7. Il santino di Karol Wojtyla appiccicato nel suo abitacolo non ha fatto miracoli… L’unico enfant du pays in pista è riuscito comunque a mandare in visibilio i non-si-sa-quanti spettatori accorsi all’Hermanos Rodriguez per la tre giorni messicana di F1, alla faccia dell’ottava piazza finale. Ha sicuramente collezionato più saluti alla sua gente che punti, l’applausometro, invece, era andato in frantumi già venerdì. Il buon Sergio non dimenticherà mai questi momenti.

La cornice dell’Autodromo Fratelli Rodriguez: 10 e lode. Atmosfera semplicemente impressionante. Il tracciato in sé per sé può piacere o meno, i 2300 metri di altitudine hanno fatto storcere il naso ai puristi dello sport e durante le prove libere l’asfalto nuovo di zecca si è comportato come la superficie dei quadri ghiacciati del videogame Super Pang (per i più giovani, informarsi in rete…). Ma la partecipazione, il colore, l’entusiasmo del pubblico locale e il colpo d’occhio della tribuna-campo da baseball sono stati davvero eccezionali, sempre. Il digiuno durato 23 anni ha alimentato il GP messicano di quelle motivazioni che i consolidati giochi di classifica avevano sopito alla vigilia. Anche i piloti hanno apprezzato e contribuito. Tutto molto bello.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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