F1, GP Abu Dhabi 2015: chi chiuderà la stagione da ‘sceicco’ negli Emirati Arabi Uniti?

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L’ultima campanella della corrente stagione di F1 è ormai vicinissima; nel weekend andrà infatti in scena, nei ricchi Emirati Arabi Uniti, il diciannovesimo e conclusivo appuntamento del Campionato 2015. Giunto alla sua settima edizione, nonostante non abbia alcun verdetto iridato da emettere, il Gran Premio di Formula 1 Etihad Airways Abu Dhabi che si corre sul suggestivo circuito di Yas Marina attirerà anche quest’anno tanti appassionati e turisti, tutti desiderosi di salutare al meglio i protagonisti della velocità su quattro ruote, dando loro appuntamento ad un 2016 motoristico che già si preannuncia scoppiettante…

Siamo giunti all’epilogo stagionale, dunque, stavolta non decisivo per l’assegnazione del titolo come lo scorso anno, ma gli spunti d’interesse non mancano. In Brasile, Rosberg ha battuto ancora l’“appagato” Hamilton, dopo un altro fine settimana eccellente caratterizzato da pole position e vittoria. Il britannico non vorrà certo chiudere il suo Campionato perfetto con il terzo appuntamento consecutivo senza vittoria (mai successo nel 2015, ndr), per questa ragione c’è da aspettarsi un Lewis super motivato ed intenzionato a ribadire chi regge – e reggerà anche l’anno prossimo – le fila in casa Mercedes. Il primo degli inseguitori, Sebastian Vettel, sbarca nella terra degli emiri forte del suo primato sul tracciato di Yas Marina: tre affermazioni in carriera (la più importante ed incredibile nel 2010, grazie alla quale si laureò per la prima volta Campione del Mondo), una in più di Hamilton. Mentre l’altro ferrarista Kimi Raikkonen, quarto con distacco ad Interlagos, vorrà finire in bellezza la sua stagione su una pista che lo ha visto trionfare nel 2012, alla guida della Lotus-Renault; possibilmente, chiudendo al quarto posto nella classifica iridata, davanti al connazionale Bottas.

In Brasile, tutti i piloti giunti dalla quinta posizione in giù sono stati doppiati, quindi, con i podi delle due graduatorie iridate congelate, ad Abu Dhabi i top driver correranno solo per la conquista del GP, mentre il grosso del gruppo lotterà per piazzamenti che potrebbero rivelarsi importanti in previsione di riconferme, finanziamenti, curriculum, fornitura motoristica…

Nel 2009, Yas Marina è stato il primo circuito ad ospitare una Gran Premio al calar del sole (lo start è previsto alle 17 ore locali, per favorirne la visione al pubblico europeo, quindi la gara inizia con il tramonto e termina con il “buio notturno”) e da allora utilizza una particolare illuminazione artificiale che aumenta progressivamente durante la gara. Le corse asiatiche serali rievocano dolci ricordi rossi, quest’anno: a Singapore, Vettel ha trionfato davanti alla Red Bull di Daniel Ricciardo ed al compagno di squadra Raikkonen, con le due Mercedes in crisi. Il fattore-notte è in grado di far variare la temperature ambientali e dell’asfalto, perciò lo sfruttamento di pneumatici e parti meccaniche potrebbe rimescolare un po’ le carte in tavola.

Le caratteristiche del tracciato.
Costruito dalla stessa azienda che ha realizzato il Ferrari World e tutti i parchi tematici della zona, il circuito è ubicato sull’isola di Yas, tra hotel extralusso e campi da golf, a circa 30 minuti di macchina dalla metropoli di Abu Dhabi. La pista è un mix molto particolare di lunghi rettilinei e parti guidate quasi cittadine. Particolare l’uscita dalla corsia box attraverso un breve tunnel sotto la pit lane, idea naif del solito Hermann Tilke.

I 5554 metri del tracciato prevedono 21 curve, 12 a sinistra e 9 a destra, il senso di marcia è antiorario. I segmenti più interessanti sono le curve 2-3-4, da affrontare in piena accelerazione in sesta e settima marcia, ergo con ben poche chances di sorpasso; la curva 8 che, dopo un lunghissimo rettilineo, rappresenta l’opportunità più ghiotta di tutto il circuito per tentare sorpassi e la curva 11, una staccata un po’ meno violenta della precedente in cui si scala dall’ottava alla terza marcia, la quale di solito regala emozioni agli spettatori e divertimento ai piloti.

L’asfalto semi-permanente è qui molto spesso sporco di sabbia, la carcassa è notevolmente sollecitata sui due lunghi rettilinei nei quali si raggiungono elevate velocità ed è richiesto alla mescola un alto grip nei settori più guidati, dal momento che il tracciato non necessita di un alto carico aerodinamico a causa dei due lunghi dritti. Dal punto di vista dei freni questa pista è decisamente impegnativa: di categoria hard, conta ben 23 punti in cui il pilota attiva l’impianto frenante per un totale del 18% del giro. La staccata più dura è quella della curva 8 ed è anche tra le più lunghe del mondiale, con ben 133 metri di frenata.

Dopo la tre-giorni da record della scorsa stagione, quest’anno la capienza del circuito è rimasta sempre di sessantamila unità ma la nuova tagline recita “Go Beyond”, un motto che alimenta le aspettative di spettacolo degli amanti del motorsport e, in ottica Ferrari 2016, si spera lanci “oltre” i risultati fin qui ottenuti la Scuderia di Maranello.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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