Coppa del Mondo sci di fondo 2015-2016, Pellegrino e De Fabiani le punte dell’Italia maschile

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L’Italia dello sci di fondo riparte da cinque. Dalle cinque vittorie inanellate lo scorso anno, un record per la nazionale maschile ottenuto grazie al tris di Federico Pellegrino, al successo di Roland Clara sul Cermis nel Tour de Ski e al blitz di Francesco De Fabiani nella 15km di Lahti. Ripetere una delle stagioni più prolifiche della storia azzurra, naturalmente, è oltremodo arduo, ma le occasioni per rivedere ancora protagonisti dei fondisti italiani non mancheranno. In particolare i due valdostani.

La punta di diamante, d’altronde, sarà come di consueto proprio Pellegrino, entrato definitivamente nel giro dei migliori sprinter al mondo soprattutto nelle gare in tecnica libera, dove non potrà che puntare con regolarità a salire sul podio (e in alcuni momenti anche a qualcosa di più). Durante la scorsa stagione il poliziotto di Nus restò per lunghi tratti in testa alla coppetta di specialità, salvo poi concludere tuttavia in terza posizione. Il tallone d’Achille, è risaputo, è la tecnica classica, in cui comunque Chicco ha dimostrato di saper progredire passo dopo passo nel corso degli anni. La strada da percorrere è ben lungi dall’essere finita, ma se il 25enne dovesse migliorare ulteriormente il gap dai vari Brandsdal, Krogh, Northug, Kriukov e Hattestad potrebbe restringersi ancora, se non chiudersi del tutto. Le tappe da segnare col circoletto rosso, come amava dire Rino Tommasi, sono sempre quelle svizzere (Davos e Lenzerheide) e quella italiana di Dobbiaco, senza dimenticare nella seconda metà di stagione quelle di Planica, Lahti e quelle canadesi di Gatineau e Quebec City. Sette sprint a tecnica libera in cui Pellegrino può lasciare il segno: le potenzialità, la testa e il cuore ci sono tutti.

Ci riproverà anche Francesco De Fabiani, sebbene la sua missione appaia ancor più difficile rispetto a quella del suo collega. La vittoria di Lahti, straordinaria e storica ugualmente, era stata possibile anche grazie a delle condizioni molto particolari che di fatto hanno favorito l’azzurro, bravo poi a sfruttare gli ottimi materiali e a mettere in mostra il grande potenziale a disposizione. Il talento infatti è cristallino, ancora da sgrezzare del tutto, ma già pronto per togliersi delle soddisfazioni. Il suo campo da battaglia saranno naturalmente le otto gare distance in tecnica classica presenti in calendario, un numero sufficiente per tentare di piazzare qualche zampata soprattutto tra il mese di dicembre e gennaio. Proprio al Tour de Ski, tra l’altro, il 22enne fece segnare il miglior tempo nell’inseguimento di Oberstdorf, giungendo settimo al traguardo. L’alternato, oltretutto, potrebbe essere un serbatoio di buone novelle anche grazie a Dietmar Nöckler, in grado di entrare stabilmente tra i primi 15 in gare fra i binari se assistito dalla condizione ideale. L’altoatesino sarà inoltre una pedina fondamentale nelle tre staffette in programma, sia nelle due tradizionali come primo o secondo frazionista, sia soprattutto nella team sprint di Planica, dove con Pellegrino potrebbe dare continuità al gran bronzo iridato conquistato a Falun.

Roland Clara, dal canto suo, punterà molte delle sue fiches sulla scalata al Monte Cermis nell’ultima tappa del Tour de Ski, il suo terreno di caccia preferito dal momento della sua entrata in scena nel panorama internazionale. Rollo, tuttavia, può ambire a piazzamenti importanti anche in altre tappe, quali la 30km di Davos decisamente adatta elle proprie caratteristiche e le15km di Nove Mesto di Canmore (quest’ultima compresa nello Ski Tour Canada). Molto, però, dipenderà da come il carabiniere di Brunico imposterà la propria stagione.

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daniele.pansardi@oasport.it

Credit Fisi

 

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