Combinata nordica, Coppa del Mondo 2015-2016: la stagione scatta da Ruka

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Si parte da Ruka, dal grande Nord. Si parte dal trampolino più grande e, forse, più ventoso del circuito, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in relazione all’imprevedibilità di queste competizioni. Si parte senza l’Italia, che inizierà la propria stagione di combinata nordica a Lillehammer, la settimana successiva. Si parte senza Jason Lamy-Chappuis, l’atleta che ha segnato un’era di tale disciplina e ha detto basta, semplicemente, perché si era stancato di vincere tutto.

Ma la Coppa del Mondo scatta già questo weekend, sabato e domenica appunto da Ruka con due Gundersen identiche: salto dal mastodontico HS142 e poi 10 km di fondo, su un tracciato comunque non agevole. E già dal grande Nord avremo le prime indicazioni su chi potrà competere per la classifica generale. Eric Frenzel, vincitore delle ultime tre edizioni, ha chiaramente i favori del pronostico: si tratta di un atleta competitivo ovunque, che magari non inizia al massimo dei giri la propria stagione ma poi, verso gennaio, quando i punti pesano e le gare si accumulano riesce sempre ad inanellare filotti ineguagliabili.

I principali concorrenti potrebbero venire dalla sua stessa nazionale, e tra Fabian Riessle e Johannes Rydzek scegliamo quest’ultimo come più agguerrito antagonista: il bavarese è cresciuto anno dopo anno e, per quello che vale (cioè molto poco), in estate ha inanellato il quarto trionfo nella classifica finale del Grand Prix, la challenge su erba che comunque offre indicazioni non sempre rispettate d’inverno.

Ci sono poi due nazioni che puntano a riappropriarsi di un pezzo di storia di questo sport. Il Giappone, che manca all’appello da 21 anni e ha in Akito Watabe un completissimo e probabilissimo rivale dei due (o tre) tedeschi; soprattutto la Norvegia, madre di questo sport che, per una delle più clamorose maledizioni, manca al successo finale dal 1999. Mikko Kokslien, Jorgen Graabak, perché no anche Magnus Moan, in attesa della definitiva consacrazione di un talento clamoroso quale pare essere Jarl Magnus Riiber, proveranno a riportare a casa la coppa più attesa.

In conclusione c’è da fare un’ultima considerazione: quella ai nastri di partenza sarà una stagione senza Mondiali e senza Olimpiadi. Ciò significa che qualche atleta potrebbe prenderla certamente non sottogamba, ma magari con un’intensità diversa, per ridurre al minimo, ad esempio, il rischio di infortuni in vista di inverni con ben altri titoli in palio. Le sorprese, dunque, possono essere davvero dietro l’angolo.

foto: Facebook Fis Nordic Combined World Cup

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marco.regazzoni@oasport.it

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