Ciclismo: la “polivalente” Annalisa Cucinotta

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Un’immagine-simbolo di Annalisa Cucinotta è rappresentata senza dubbio dall’urlo liberatorio con cui, in primavera, festeggiò il successo nella prima frazione del Ladies Tour of Qatar, spezzando un digiuno che, su strada, durava da ben sette anni.

Nell’occasione, la ventinovenne friulana di Muzzana del Turgnano precedette la compagna di squadra Marta Tagliaferro, felice almeno quanto lei, e la favoritissima Giorgia Bronzini, rilanciandosi così tra le migliori sprinter a livello globale: non a caso, al Giro Rosa ha messo nuovamente in fila tutte le velociste nella tappa di Pozzo d’Adda, centrando una vittoria ancora più prestigiosa di quella colta nel paese arabo. Le mancava quell’urlo, le mancava la possibilità di festeggiare così sinceramente dai tempi del Gp di Padova 2008 quando era considerata, non a torto, una delle migliori promesse del ciclismo femminile: poi, due anni di squalifica per una positività al boldenone l’hanno costretta ad una risalita tortuosa, durissima, implacabile, terminata idealmente quest’anno.

Già, perché nel 2015 la friulana in forza all’Alè-Cipollini-Galassia e alla Forestale ha continuato a crescere anche su pista, a conferma che quel titolo europeo juniores dello scratch vinto nel 2004 non era un episodio isolato. Se già prima della squalifica aveva collezionato titoli nazionali e successi in Coppa del Mondo proprio nella disciplina più amata, l’ideale punto di svolta della sua “seconda carriera” nei velodromi è datato 2 dicembre 2013, quando vinse l’omnium a Città del Messico: questa è infatti la disciplina che somma ben sei prove della pista, richiedendo doti di polivalenza che hanno solo pochissime atlete. Da allora, Annalisa ha iniziato ad alternarsi con Simona Frapporti a caccia del sogno olimpico dell’omnium, ma non ha lasciato perdere né lo scratch, né l’eliminazione, specialità in cui si è laureata vice campionessa d’Europa nell’ultima, esaltante stagione. La Cucinotta è definitivamente tornata e, dunque, ci sarà sempre da fare i conti con lei sia nelle volate su strada, sia nelle emozionanti bagarre nei velodromi.

foto: Valerio Origo

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marco.regazzoni@oasport.it

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