Ciclismo: da Quintana a Chaves, la crescita della Colombia non si ferma

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Foto: Pagina Facebook Tirreno Adriatico


Non sembra volersi arrestare l’impetuosa irruzione del moviemento colombiano nel ciclismo europeo. Nel corso degli ultimi anni sono stati sempre più i corridori che dal Sud America hanno raccolto risultati importanti in corse di spessore: il prossimo obiettivo è, ovviamente, quello del Tour de France.

Nairo Quintana, nonostante abbia soli 25 anni, è senz’ombra di dubbio il faro del movimento. Un Giro d’Italia vinto e due podi alla Grande Boucle fanno di lui un vero e proprio monumento del ciclismo nazionale. Nel 2015 ha corso forse con il freno a mano tirato, ma i tempi sembrano maturi perché possa andarsi a prendere la maglia gialla e portarla per la prima volta nel proprio Paese. Uno scalatore vecchio stampo che però si difende anche a cronometro dotato anche di una buona capacità di guidare la bici. Un corridore completo che, senz’ombra di dubbio, è tra i maggiori indiziati a festeggiare su Campi Elisi quantomeno per i prossimi 5 anni.

Solido, solidissimo. Rigoberto Uran, pur non essendo un fenomeno, ha conquistato risultati eccellenti nel corso della propria carriera anche se fino ad oggi è mancato il botto. Un grande giro o una classica monumento darebbero tutta un’altra faccia ad un palmares che per quanto ridotto (solo sette vittorie tra i prof) vede due podi al Giro d’Italia e ottime performance nell’arco di tutto il calendario internazionale. A 28 anni Rigo è nel pieno della maturazione fisica e può ancora dare tanto al ciclismo e alla Colombia.

Cresce, e bene, Esteban Chaves. Dopo un terribile incidente occorsogli 2013 sembrava avesse abbandonato qualsiasi velleità di lasciare il segno tra i professionisti. Al termine di un lungo periodo di inattività è tornato a vincere nel 2014, esplodendo nuovamente in questo 2015. Prima al Giro d’Italia, poi alla Vuelta a España e a Il Lombardia dove ha dimostrato di potersi giocare le proprie carte anche nelle corse di un giorno. Atleta tutto da scoprire e che a 25 anni sembra aver imboccato la strada giusta per lasciare il segno.

Oltre a questi, sono tanti gli atleti che danno linfa al movimento. Dai fratelli Sergio e Sebastian Henao a Rodolfo Torres e Jarlinson Pantano passando per Winner Anacona, Darwin Atapuma e Julian Arredondo. Tanti giovani interessanti (segnarsi il nome di Miguel Angel Lopez, in forze all’Astana) per dare continuità e profondità ad una generazione d’oro che si sta finalmente ritagliando un posto al sole con tutto l’impeto necessario.

Pur con questi aspetti positivi, non può che lasciare l’amaro in bocca la chiusa del Team Colombia. Formazione professional che nel corso degli anni ha lanciato diversi atleti di livello nel ciclismo europeo dando spazio ai giovani e talentuosi atleti colombiani. La situazione del ciclismo non è rosea ma la dissoluzione del progetto potrebbe rendere più difficile ai corridori colombiani di compiere il grande salto verso il calendario europeo. Un neo in un movimento che, trascinato dai successi degli atleti di spicco, sembra destinato a crescere ancora. 

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Foto: Pagina Facebook Tirreno-Adriatico

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