Calcio, Champions League: Roma capoccia? No, serve una mentalità europea

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Accantoniamo, per una volta, il grande Antonello Venditti. La Roma questa sera, nella prima sfida di ritorno del girone di Champions League, deve dimenticare il lato che più la contraddistingue, quello carnale, poca organizzazione e tanta passione. No, niente capoccia: serve una squadra attenta, ordinata e con una mentalità europea per battere il Bayer Leverkusen e rimanere in corsa per la (difficile) qualificazione agli ottavi di finale.

Il 4-4 di due settimane fa rappresenta al meglio ciò che è la Roma attuale, ma non solo. Da sempre, infatti, i giallorossi hanno dovuto coesistere con una piazza che vive il calcio in maniera diversa da tutte le altre realtà italiane, una piazza giovane, nobile ma con soli tre scudetti in bacheca e nessun titolo internazionale. E il perché non è difficile da capire: c’è chi ne va matto, come Francesco Totti e Daniele De Rossi, e chi invece ha preferito cambiare aria per vivere magari con meno pressioni e più titoli.

Ma Roma e la Roma – sono queste, prendere o lasciare. E per Rudi Garcia, che con il passare del tempo da pragmatico si è trasformato in passionale pure lui, non sarà affatto facile trovare la quadratura necessaria per superare gli organizzati, esperti e coriacei tedeschi. La gara d’andata ha detto che la Lupa non può più permettersi di regalare l’avvio di partita agli avversari. In Champions League basta una mezz’ora di black-out contro il Bate Borisov per rovinare l’impresa del pareggio contro il Barcellona campione in carica e, forse, compromettere il cammino qualificazione.

Il calcio europeo è così, e la Roma deve ancora entrare del tutto in quest’ottica. Da stasera qualcosa può cambiare, ma è vietato sbagliare. Segnare quattro gol in trasferta è un ottimo bottino da cui ripartire. Blindando la difesa, divertendosi come nelle ultime giornate di Serie A (ko con l’Inter a parte), continuando a creare qualcosa di magico intorno a sé. Perché è vero che, spesso, l’estremismo non porta a nulla di bene. Ma i 60 mila dell’Olimpico, se vogliono, possono diventare un dodicesimo uomo in campo non da poco.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook ufficiale As Roma

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