Biathlon, Nicole Gontier: “L’anno scorso sono cresciuta tanto, sia fisicamente che al tiro”

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Quando mancano poco più di tre settimane al via della Coppa del Mondo di biathlon, abbiamo il piacere di intervistare la valdostana Nicole Gontier, atleta dell’Esercito. Per la 24enne di Champorcher, già medaglia di bronzo nella staffetta mondiale di Nove Mesto, nella scorsa stagione sono arrivati ottimi risultati, come la conferma sul podio ai Mondiali di Kontiolahti, sempre nella staffetta, e il primo podio individuale in Coppa del Mondo ad Oberhof. Da sempre alla ricerca della costanza di rendimento al tiro, punta a crescere sempre di più stagione dopo stagione. La giovane azzurra si prepara al meglio per l’annata che vede come appuntamento principale i Mondiali di Oslo Holmenkollen a marzo:

Come valuti il tuo piazzamento ai campionati italiani estivi di Forni Avoltri?

Le gare di skiroll estive non sono andate bene, perché ho sbagliato molto al poligono. Sapevo di non essere in forma, ho passato un periodo difficile anche al tiro, non mi aspettavo molto però come ogni gara ti impegni al massimo e dispiace sempre sbagliare così tanto al poligono”.

Ad Oberhof nella sprint è arrivato il tuo primo podio a livello individuale in Coppa del Mondo, terza alle spalle di Vitkova e della tua compagna Dorothea Wierer. Una giornata memorabile, con il primo 0 al tiro. Che emozione è stata?

“E’ stata una grande emozione, non mi aspettavo un risultato di questo livello. Ancora più bello è stato condividerlo con Dorothea con cui mi ero allenata durante tutta l’ estate. La stimo sia come atleta che come persona e con cui ho un bellissimo rapporto di amicizia: non potevo chiedere di meglio”.

Ai Mondiali di Kontiolahti è arrivata la medaglia nella staffetta, eguagliando dopo due anni il risultato ottenuto a Nove Mesto. Sentivate in questa occasione la pressione di essere tra le favorite e che differenze hai riscontrato tra le due occasioni?

“A Nove Mesto la medaglia è stata inaspettata, mentre a Kontiolahti, anche se sapevamo che sarebbe stato molto difficile, speravamo di riuscire a salire sul podio. Il livello di tutta la squadra è stato davvero alto e in Coppa del Mondo avevamo colto degli ottimi risultati in staffetta, per cui c’era fiducia, ma nel biathlon ogni gara è a sé e anche le altre squadre schieravano atlete molto forti, per cui la medaglia non è stato un risultato scontato. Come a Nove Mesto, tutto sarebbe dovuto andare per il meglio e così è stato”.

Al termine delle gare di Kontiolahti non eri soddisfatta delle tue prestazioni. Cosa non è andato per il verso giusto nella spedizione mondiale?

“Sfortunatamente durante i Mondiali non ero al top della forma. Sia fisicamente che sul tiro mi sentivo un po’ stanca e in più una pista come esigente come quella di Kontiolahti non perdona niente. Per questo non mi sentivo proprio soddisfatta delle mie gare”.

Sempre nella staffetta, ad Oslo, hai dato dimostrazione di grande personalità, trascinando le azzurre al secondo posto. Tra pochi mesi nella stessa pista si disputeranno i Mondiali, sarà un altro notevole banco di prova per te e le tue compagne.

“Il secondo posto è stato un ottimo risultato di squadra perché tutte e quattro abbiamo fatto una gara perfetta. Vedremo cosa accadrà quest’anno, però manca ancora un po’ di tempo. Adesso è meglio concentrarsi sulla Coppa del Mondo per iniziare al meglio la stagione”.

Come valuti complessivamente la scorsa stagione di Coppa del Mondo?

“Sono contenta della scorsa stagione, soprattutto della preparazione. Infatti, grazie alle mie compagne Karin Oberhofer e Dorothea Wierer e soprattutto ai miei tecnici Patrick Favre, Patrick Oberegger, Andreas Zingerle e Fabrizio Curtaz, l’anno scorso sono cresciuta tanto, sia a livello fisico che nel tiro e quindi per me è stato un anno super positivo nonostante sia un po’ crollata verso la fine”.

Sappiamo che tra una trasferta e l’altra non mancano i valigia i libri dell’Università. Che studi stai affrontando e come ti vedi tra 10-15 anni, quando non dovrai più ricaricare la carabina?

“Si i libri ci sono sempre anche se devo ammettere che sto diventando un po’ pigra. Al momento sono al primo anno della specialistica in Economia. Tra 10-15 anni? Bella domanda, mi sa che inizio a pensare a quest’anno e poi vedremo come andrà”.

La tua compagna di camera Dorothea sta vivendo un momento di notorietà a livello internazionale, essendo molto popolare in Germania. Allo stesso modo voi ragazze avete più visibilità in Italia grazie ai risultati ottenuti nelle ultime stagioni. Vi siete accorte dell’aumento del sostegno dei tifosi nei confronti del gruppo azzurro?

“Sì la Doro è un personaggio, non solo in Germania ma un po’ ovunque. In giro per le trasferte la riconoscono tutti e i ragazzini soprattutto chiedono di fare foto con lei. Per il biathlon azzurro questo è un momento molto bello, sentiamo che c’è più interesse anche per il nostro sport”.

Dorothea ha sfiorato ai Mondiali la medaglia nell’individuale, risultato invece centrato da Karin Oberhofer nella mass start. Che stimoli ti danno i risultati delle tue compagne per crescere e ad ambire a confrontarti con loro?

“Sicuramente avere due ragazze come Doro e Karin in squadra è uno stimolo continuo, da loro c’è tanto da imparare e sono molto fortunata a essere in squadra con loro. Penso che il mio livello si sia alzato anche grazie a loro”.

La Val d’Aosta, con Bionaz e Brusson, ha ospitato le tappe della Coppa Italia la scorsa stagione. Da rappresentante della tua regione, cosa manca per crescere ancora e magari ospitare anche competizioni di livello internazionale, a partire magari dalla Ibu Cup?

“Io sono fortunata perché ho due piste tecniche e perfette per allenarsi. Non penso sia facile poter organizzare un appuntamento come quello dell’Ibu Cup, credo serva un grande lavoro dei volontari e dell’organizzazione oltre che lo spazio necessario per ospitare tutte le squadre e gli spettatori. Spero che in un futuro sarà possibile avere gare internazionali anche in Valle d’Aosta ma non sarà facile. Per il momento sono contenta del fatto che quest’anno si disputerà la tappa di Coppa del mondo di sci a la Thuile e quindi iniziamo a goderci quella, che possiamo considerare come ottimo punto di partenza”.

Che consigli daresti alla tua compagna Alexia Runggaldier, che al momento non rientra nella nazionale ma che si sta allenando per tornare ad alti livelli?

Alexia mi manca molto, ho sempre condiviso tanto con lei e per me è una grande amica. Spero che lei non molli mai e che in ogni caso affronti ogni momento e ogni gara con il sorriso. Mi piacerebbe rivederla al suo vero livello questo inverno”.

Foto: FISI (Serge Schwan)

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